Mercoledì, 27 Maggio 2026 San SalvoCentro storico, il prof. Artese: "Il progetto dell'amministrazione comunale è discutibile e non strategico"L'ex assessore comunale è molto critico: "Non ci siamo"L’Amministrazione comunale di San Salvo ha da qualche tempo annunciato un progetto di “riqualificazione urbana” per il Centro storico cittadino, per una spesa complessiva di circa 6 milioni e mezzo di euro. Con degli interventi suddivisi in diverse fasi. Uno di essi, del valore di 2 milioni e mezzo di euro, andrebbe a ripavimentare il tratto tra corso Umberto I e via Roma, fin oltre il Giardinetto con il Monumento ai Caduti, rinnovando arredi e illuminazione; gli altri interesserebbero la parte restante di via Roma fino all’area della Villa comunale e la realizzazione del parcheggio di piazza Vitale Artese. Si tratta, a mio parere, di un’operazione non solo discutibile ma per buona parte non strategica, che difficilmente porterebbe, come auspicato, “attrattività” al Centro storico cittadino. Anche perché non tiene minimamente conto dei due quartieri più antichi di San Salvo: infatti per il Borgo medievale (intorno alla chiesa di San Giuseppe) detto anche Città murata o Quadrilatero e per il quartiere Garibaldi-Savoia, non c’è nulla. Anche per il terzo quartiere, l’Istonio (Quart’Abballǝ) c’è poco, cioè il solo intervento su via Roma. Eppure in tali quartieri si evidenziano abitazioni vuote, edifici addirittura crollanti, scarsa cura di alcune strade e spazi, fuga delle attività e desertificazione commerciale. Certo, la responsabilità del degrado della parte più antica della città non è solo dell’ultima Amministrazione municipale. Nel 2001 venne approvato un “Piano di Recupero Centro Storico” sbagliato e dagli effetti deleteri che tuttavia né alla scadenza dei 10 anni (com’è scritto nella relazione) né a quella dei 20 anni è stato messo a verifica ed eventualmente modificato. Neppure si è arrivati ad un nuovo Piano Regolatore Comunale, che avrebbe dovuto affrontare anche i temi del Centro storico eliminando (com’era stato promesso) la pianificazione secondaria. Quindi si continua ad intervenire, con cospicui finanziamenti pubblici, senza un programma organico; nel disperato tentativo di “rigenerare e riqualificare” (parole ormai abusate) questa piccola parte di città. E a breve si comincerà dalla parte già pavimentata di corso Umberto I e via Roma, un’opera razionalmente progettata dall’architetto Giuseppe Carulli e realizzata con impegno e professionalità dall’impresa di costruzioni Raspa & Mariotti nel 1987. Che, a dire il vero, è quella che meglio tiene del nostro Centro urbano. Contrariamente ad altre opere pubbliche, a 40 anni di distanza i suoi marciapiedi, strade e spazi pavimentati presentano infatti cedimenti o distacchi solo là dove passano le auto. Non va dimenticato che questo intervento era stato progettato come percorso pedonale. Fu la I Amministrazione Magnacca a volerlo riaprire al traffico: per essere poi di nuovo chiuso in tempi recenti, segno di scarsa chiarezza di idee (perché va deciso preliminarmente se un percorso dev’essere pedonale oppure carrabile). Tra l’altro negli ultimi anni si è notata una mancanza di tempestività nella manutenzione. Se infatti si interviene subito su una piastrella o un basolato che si alza o si stacca si evita poi di produrre danni più ampi e più costosi da riparare. Ciò che si evidenzia, ad esempio, anche alla Villa comunale (un vallone colmato con terra di riporto della S.I.V. nei primi anni ’60 del Novecento, diventato addirittura per alcuni attuali amministratori “luogo simbolico della città”!) la cui fontana (costata non pochi soldi) è chiusa e inattiva da mesi. Persino l’ultimo recente rifacimento pedonale (a lato di via Istonia) mostra cedimenti e fratture nella pavimentazione, pericolose per chi passeggia. Indubbiamente il Centro storico di San Salvo è diventato negli ultimi decenni uno dei più compromessi di tutto l’Abruzzo, a causa della incessante demolizione di edifici di valore architettonico e di una attività di ricostruzione o ristrutturazione disordinata e antiestetica, con una commistione di tipologie e colori davvero sgradevole, scoraggiante per chi vorrebbe viverci e investirci. Eppure da trent’anni ne parliamo, abbiamo prodotti studi sull’argomento, tenuto incontri, cercato di fermare le manie di diversi amministratori impegnati in opere inutili o abbandonate. Purtroppo, sempre senza esito, sicché siamo costretti per l’ennesima volta a riproporre le nostre considerazioni e proposte sul tema. Per affrontare alla radice le problematiche del Centro storico di San Salvo occorrerebbe innanzitutto un nuovo Piano, all’altezza delle aspettative. Pianificare vuol dire studiare, verificare gli andamenti economici, demografici, le esigenze della comunità. È un lavoro non facile, che va condotto da urbanisti e persone qualificate, nell’ascolto e nel confronto con le associazioni di categoria e con i cittadini, cioè quelli che vivono la città. Tuttavia, pur restando ancora legati alla normativa dell’attuale Piano vigente, si potrebbero comunque mettere in campo azioni sensate, alcune persino a basso costo. Ad esempio: - realizzare parcheggi a margine. Va bene anche implementare il parcheggio di piazza Vitale Artese e rendere funzionante il multipiano di via Montegrappa ma ci sono altre possibilità, specie per piccoli parcheggi a margine di un centro storico, come il nostro, molto allungato e piuttosto stretto; - intervenire per il restauro delle facciate degli edifici, con un progetto dalle indicazioni e prescrizioni architettoniche precise ma con incentivi sostanziosi da parte del pubblico (anche del 60/70%), al fine di incoraggiare i privati ad investire; - potenziare i servizi (se chiudiamo le scuole di via De Vito dobbiamo portare o riportare altri servizi in centro); - concedere nuovi sgravi fiscali alle attività economiche già presenti o che intendono aprire nei quartieri storici; - espropriare orticelli ed edifici degradati per realizzare piccoli spazi ed edilizia pubblica; acquistare uno o due palazzi storici ormai disabitati per farne sedi di servizi pubblici; - creare un vero e proprio mercato quotidiano a km zero dei prodotti ortofrutticoli e dei prodotti tipici; - favorire d’estate il flusso serale dei turisti, dalla Marina nonché il loro pernottamento nella Città alta. Ricordiamo che questa parte di città ha una superficie complessiva di soli 7/8 ettari (di cui appena 1,2 del Borgo medievale) contro gli oltre 500 ettari della Città alta e della Marina messi insieme. E che dei 308 edifici catalogati nel 1971 come anteriori al 1945, ne saranno rimasti circa un paio di centinaia. Pertanto con 6,5 milioni di euro sarebbe certamente possibile ridare dignità e prospettive al Centro storico cittadino. In conclusione poniamo dei piccoli quesiti direttamente all’attuale Amministrazione comunale: 1. Perché il cinquecentesco palazzo Di Iorio, acquistato dalla II Amministrazione Marchese e destinato ad uso pubblico, resta da 12/13 anni chiuso e (considerate le infiltrazioni di acqua) in fase di preoccupante degrado? Che il problema della riqualificazione del Centro storico di San Salvo sia complesso appare dunque evidente; ma proprio per questo le semplificazioni e schematizzazioni di ogni genere non fanno che aggiungere ulteriore danno a quello già abbondantemente prodotto. Giovanni Artese |
