Lunedì, 25 Maggio 2026 VasteseLa Cassazione annulla una multa di 20mila euro ad un bar-ristoranteL'accusa era quella di aver messo a disposizione dei clienti una postazione internet utilizzabile anche per il gioco onlineLa Corte di Cassazione annulla una sanzione da 20mila euro inflitta dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli al titolare del locale “Il Belvedere Bar Ristorante Pizzeria”, situato a Lanciano, in provincia di Chieti, accusato di aver messo a disposizione dei clienti una postazione internet utilizzabile anche per il gioco online. Come riporta Agipronews, la decisione rappresenta l’effetto della sentenza 104/2025 della Corte Costituzionale, che aveva dichiarato illegittima la normativa del cosiddetto “Decreto Balduzzi” nella parte in cui vietava, in modo generalizzato, la messa a disposizione di apparecchiature idonee al collegamento con siti di gioco. Il caso nasce da un controllo effettuato nel 2019 all’interno del bar-ristorante. Gli ispettori avevano trovato un computer acceso, collegato a Internet e dotato di stampante per le ricevute di gioco. Sul monitor era visibile il collegamento a un sito di scommesse online e, vicino alla postazione, erano state rinvenute alcune ricevute relative a giocate effettuate tramite un concessionario autorizzato. Secondo la Corte d’Appello dell’Aquila, quei fatti bastavano a integrare la violazione prevista dall’articolo 7, comma 3-quater, del decreto legge n. 158 del 2012 (Decreto Balduzzi) perché il locale aveva “appositamente allestito, a disposizione del pubblico, una vera e propria postazione telematica finalizzata a consentire agli avventori di giocare a distanza”. La Cassazione, però, ha ribaltato completamente questa impostazione. I giudici di legittimità hanno ricordato che la Consulta ha ritenuto la disciplina eccessivamente ampia e “sproporzionata”, poiché finiva per colpire indistintamente situazioni molto diverse tra loro. Nella motivazione si legge, infatti, che la norma “accomuna, nella medesima valutazione di illiceità, condotte ampiamente diversificate sul piano dell’offesa all’interesse giuridico protetto”. Secondo la Corte Costituzionale, il divieto era formulato in modo eccessivamente generico, fino a comprendere “la mera messa a disposizione di qualsiasi apparecchiatura che consenta di collegarsi a siti di gioco online”. Una previsione giudicata irragionevole perché capace di sanzionare allo stesso modo sia chi organizzava attività sistematiche di raccolta del gioco, sia chi semplicemente consentiva l’uso di una connessione internet. Da qui la conclusione della Cassazione. Venuta meno la norma sanzionatoria per effetto della sentenza di illegittimità costituzionale, la sanzione deve dichiararsi nulla. La Corte ha quindi accolto il ricorso del titolare del locale, riformato la decisione della Corte d’Appello e annullato definitivamente l’ordinanza di Adm. Nel dispositivo finale, i giudici affermano che occorre “prendere atto del venir meno della norma sanzionatoria con effetto ex tunc” e, di conseguenza, annullare integralmente la sanzione amministrativa di 20mila euro. |
