Sabato, 23 Maggio 2026 Abruzzo

Paolucci, "Il tavolo ministeriale certifica il fallimento di Marsilio"

Il disavanzo dell'anno 2025 è di ben 122 milioni di euro

“ll verbale del Tavolo ministeriale di dicembre fotografa una situazione pesantissima per la sanità abruzzese: al III trimestre 2025 il risultato d’esercizio del Conto economico, rapportato linearmente all’anno, presenta un disavanzo tendenziale di 122,455 milioni di euro. È questo il dato che conferma ciò che denunciamo da tempo: la sanità regionale continua a produrre disavanzo e non mostra un’inversione strutturale di tendenza. Se nel frattempo la Giunta parla di un miglioramento del dato finale, dovrà spiegare con chiarezza da cosa derivi: da risparmi veri e ripetibili oppure da componenti straordinarie e non strutturali”.

Così, in una nota, il capogruppo Pd in Consiglio regionale Silvio Paolucci commentando la documentazione ministeriale.

“Il quadro è reso ancora più grave dal ritardo della programmazione: dopo mesi di rinvii e rilievi ministeriali, il Programma operativo è arrivato tardi, dopo la bocciatura ministeriale di inizio anno -osserva Paolucci – La Regione non può continuare, ma deve dire agli abruzzesi come intende rimettere in equilibrio i conti senza tagliare servizi e senza scaricare ancora il peso sui cittadini. Siamo davanti a una bocciatura politica della gestione Marsilio: i Tavoli ministeriali non descrivono una difficoltà transitoria, ma uno squilibrio strutturale che continua a scaricarsi sui cittadini abruzzesi”.

“Il consuntivo 2024 chiude con un disavanzo di oltre 102 milioni di euro, coperto solo grazie al ricorso alla leva fiscale regionale aumentata da Marsilio di ulteriori 42,5 milioni. Significa che il sistema continua a reggersi sulle tasse, cioè sulle tasche degli abruzzesi, senza che a questo sacrificio corrisponda una vera inversione di tendenza nei conti e nei servizi – sottolinea Paolucci – . Il dato più grave è che i Tavoli ribadiscono come l’Abruzzo sia l’unica Regione in Piano di rientro in cui si registra un peggioramento dei risultati economici, con compromissione degli obiettivi del Piano stesso”.

“Non solo: restano aperte criticità pesanti su trasferimenti al conto sanitario, partite debitorie, crediti da svalutare, note di credito e consolidamento dei dati contabili. È il segno di una gestione fragile, che non governa fino in fondo né la spesa né la contabilità sanitaria. Ai conti fuori controllo si aggiungono ritardi pesantissimi sui servizi. L’assistenza territoriale resta lontana dagli standard del DM 77: Case della Comunità e Ospedali di Comunità risultano ancora largamente sotto gli obiettivi programmati e i Tavoli chiedono un cronoprogramma credibile per dimostrare il rispetto delle scadenze PNRR. Sul tema, infatti, risultano attive solo 2 Case della Comunità su 40 programmate da CIS, e solo 1 con tutti i servizi attivi; risultano funzionanti solo 2 Ospedali di Comunità su 11 programmati”.

“I Tavoli – aggiunge – parlano di ‘evidenti criticità’ e chiedono di rispettare la scadenza PNRR del 31 marzo 2026. Non è un allarme dell’opposizione: il disagio è ormai esploso anche nella medicina territoriale, con la recente mobilitazione delle sigle dei medici di base, con un taglio annunciato di 12 milioni. Sulla rete ospedaliera la situazione non è migliore. I ministeri chiedono alla Regione di recepire le modifiche richieste sulla riorganizzazione prevista dal DM 70, ma si continua a rinviare decisioni fondamentali, come ad esempio la definizione dei DEA di II livello. Il Tavolo segnala inoltre criticità sulle reti tempo-dipendenti e sui punti nascita, chiedendo chiarimenti e monitoraggi specifici. Anche sulle liste d’attesa vengono richiesti ulteriori chiarimenti e tempi certi di adeguamento, mentre continua l’emorragia della mobilità sanitaria, con un saldo negativo che sfiora i 90 milioni di euro l’anno. Preoccupano infine i rilievi sulla tenuta amministrativa del sistema: pagamenti oltre i termini, criticità nella piattaforma dei crediti commerciali, stock di debito e adempimenti ancora non chiusi”.

“Non siamo davanti a singoli ritardi, ma a un sistema che procede per rincorse, correzioni e sollecitazioni ministeriali. Nel frattempo il nuovo Programma Operativo 2026/2028 prevede tagli per 154 milioni di euro sul Sistema Sanitario Regionale e oltre 100 milioni di coperture dalle tasse con risorse sottratte a tutti gli altri settori della Regione. Un pasticcio sempre più grande, pagato dagli abruzzesi con più tasse, più attese e meno servizi”, conlcude Paolucci.