Sabato, 23 Maggio 2026 VastoSpiaggia, ora le aste per l'applicazione della Bolkstein diventa realtàI balneatori stanno valutando l'eventuale nuovo ricorso al TarIl 43% della spiaggia risulta già occupato da concessioni esistenti e previste; un altro 40% è destinato alla libera fruizione ed esistono ampie porzioni di litorale interessate da vincoli ambientali. E’ racchiusa in queste percentuali la ricognizione effettuata dagli uffici comunali per l’accertamento della “scarsità della risorsa naturale”, prevista dalla direttiva comunitaria Bolkestein che impone le aste ad evidenza pubblica. L’accertamento – scattato su richiesta di 15 aziende balneari – ha certificato che “la risorsa demaniale marittima disponibile nel territorio del comune di Vasto presenta caratteri di scarsità”. Significa, al di là del linguaggio tecnico-burocratico, che le aste ad evidenza pubblica previste dalla Bolkestein non si possono evitare. Gli operatori hanno ora 60 giorni di tempo (dalla data di pubblicazione all’albo pretorio della determina dirigenziale) per presentare ricorso al Tar Abruzzo e 120 giorni per il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. “Stiamo valutando il da farsi”, taglia corto Massimo Di Lorenzo del Consorzio Lidi vastesi, “nei prossimi giorni ci incontreremo con il nostro legale, l’avvocato Carmine Di Risio, per decidere se presentare o meno ricorso al Tar”. Nei lidi c’è molta fibrillazione: in gioco ci sono concessioni demaniali storiche che andranno all’asta con procedure ad evidenza pubblica nel rispetto della concorrenza e del libero mercato, come sollecitato più volte dall’Autorità garante (Agcm) e dagli stessi giudici del tribunale amministrativo di Pescara. La partita si gioca proprio sulla scarsità della risorsa certificata dagli uffici comunali e messa nero su bianco in una determina firmata dal dirigente Alfonso Mercogliano. La ricognizione degli uffici comunali ha riguardato il tratto di litorale a prevalente destinazione turistico-balneare, individuando concessioni esistenti, aree assentite, aree destinate a spiaggia libera e ulteriori previsioni di pianificazione. La mappatura ha evidenziato che il 43% del litorale risulta già occupato da concessioni, mentre il 40% risulta destinato alla libera fruizione e pertanto sottratto alla disponibilità delle nuove concessioni. Vengono inoltre evidenziati la presenza di fenomeni erosivi, l’arretramento della linea di costa e la progressiva riduzione delle superfici disponibili. “Il fronte mare assentito risulta pari a circa 1.119 metri lineari con occupazione delle aree accessibili pari a circa il 43%”, si legge in un passaggio della determina, “ ulteriori tratti del litorale risultano disciplinati dai piani di assetto naturalistico delle riserve Marina di Vasto e Punta Aderci”. Da qui la conclusione: “la risorsa disponibile presenta carattere di scarsità”. A chiedere l’accertamento della scarsità della risorsa, nel tentativo di evitare le aste pubbliche, erano state 15 imprese balneari che il 25 febbraio scorso avevano presentato una istanza finalizzata all’avvio del procedimento di verifica. Gli stessi richiedenti avevano anche inviato una diffida il 9 aprile per “silenzio-inadempimento”. Anna Bontempo (Il Centro) |
