Venerdì, 22 Maggio 2026 AbruzzoCondannato a 25 anni in Appello l'inglese che uccise la compagna a CasoliIl 76enne inglese Michael Dennis Whitbread ritenuto colpevole del femminicidio della connazionale Michele Faiers, 66 anniLa Corte d'Assise d'Appello dell'Aquila ha confermato la sentenza di primo grado che aveva condannato il 76enne inglese Michael Dennis Whitbread alla pena di 25 anni di reclusione. L'imputato, presente anche oggi in aula, era accusato di aver ucciso, il 29 ottobre 2023, la compagna Michele Faiers, 66 anni, accoltellandola nove volte nel casolare di contrada Verratti, a Casoli, dove la coppia si era trasferita da circa tre anni. In primo grado il pubblico ministero Mirvana Di Serio aveva chiesto l'ergastolo. “È una sentenza che in parte ci aspettavamo, la questione giuridica è complessa – commenta il difensore di Whitbread, l'avvocato Massimiliano Sichetti - Il limite sulla sussistenza o meno dell'attenuante della provocazione per accumulo, su cui si basava il ricorso, è molto sottile. Sostenevamo che tutti i comportamenti messi in essere dalla vittima – quelli di gelosia vessatori, umilianti – abbiano scatenato la scintilla finale, anche con l'ultimo episodio di lei con il coltello in mano che lo colpiva con calci. Aspettiamo le motivazioni, proverò a farla valere in sede di legittimità, in Cassazione”. In aula l'imputato ha letto una lettera indirizzata alla corte, in cui si dichiara dispiaciuto per la morte della compagna di una vita. In una delle udienze di primo grado Whitbread aveva confessato l'omicidio dinanzi alle tre figlie della vittima (costituite parte civile). Il cadavere della donna fu scoperto solo qualche giorno dopo, il 1° novembre 2023, quando l'imputato era già fuggito in auto in Inghilterra, dove venne poi arrestato in casa della figlia nel Devon, per poi essere estradato in Italia a marzo 2024. Il ricorso in appello non è riuscito a far cadere neanche l'aggravante della convivenza: secondo la difesa, il rapporto fra i due era ormai di mera coabitazione, dormivano in letti separati e su piani di casa differenti. Rigettata anche la richiesta di affievolire la misura cautelare del carcere con quella dei domiciliari fino alla sentenza di terzo grado. “I giudici hanno ritenuto non mutate le esigenze cautelari di reiterazione del reato e pericolo di fuga”, spiega ancora l'avvocato Sichetti.
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