Venerdì, 22 Maggio 2026 Abruzzo

"Il Piano Casa del Governo è solo propaganda"

Lo dicono i rappresentanti della Cgil e del Sunia Abruzzo Molise

n piano di dismissione del patrimonio pubblico che non risolve l'emergenza abitativa, ma punta solo a fare cassa e ad alimentare rendite speculative".

Lo affermano la Cgil Abruzzo Molise e Sunia Abruzzo Molise a proposito del nuovo decreto legge "Piano Casa" varato dal Governo, definito dai sindacati come "propaganda, un'operazione puramente elettorale e priva di efficacia strutturale".
Il punto della situazione è stato fatto nel corso di una conferenza stampa, nella sede della Cgil, a Pescara.

Il segretario del Sunia Abruzzo Molise, Geppino Oleandro, ha illustrato i numeri: "In Abruzzo le famiglie in attesa di un alloggio popolare sono stimate in 6.050 - dice - Inoltre, a livello regionale, nel periodo 2021-2024 i provvedimenti di sfratto emessi sono stati 5.341, mentre gli sfratti eseguiti 4.592".
Complessivamente, evidenziano le due sigle, le famiglie in affitto nella regione Abruzzo rappresentano il 20% delle oltre 562mila famiglie residenti: 112mila nuclei familiari per un totale di 330.000 persone coinvolte che rappresentano però il 49% di tutte le famiglie in povertà assoluta. Interessati soprattutto i nuclei con figli piccoli e anziani, con le maggiori fragilità nelle grandi città e nelle aree interne.
"La promessa del Governo di riqualificare 60mila alloggi sfitti, entro un anno è smentita dai fatti - ha affermato il segretario del Sunia nazionale, Nicola Zambetti - poiché i 970 milioni di euro stanziati, spalmati su quattro anni, basteranno a recuperarne meno di 35mila. Nel frattempo, 100mila alloggi pubblici restano vuoti per mancanza di fondi, in Abruzzo sono circa mille gli alloggi sfitti".
 Critiche dei due sindacati arrivano anche sulle misure di welfare abitativo, su cui si assiste a "un paradosso", perché "il previsto fondo di garanzia per la morosità incolpevole nell'edilizia pubblica verrà alimentato trattenendo quote dai canoni degli inquilini stessi".
"Intere famiglie, lavoratori e studenti fuori sede - osserva il segretario generale della Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri - vengono espulsi dalle case in cui abitano perché non riescono più a sostenere canoni in costante aumento a fronte di lavori precari, licenziamenti e stipendi fermi. Il privato preferisce riconvertire gli immobili verso forme più redditizie e il Governo risponde indebolendo il ruolo pubblico, bypassando i piani urbanistici e svuotando di competenze Regioni, Ater e Comuni. Nessuno dovrebbe restare escluso dai beni essenziali: un lavoro dignitoso e una casa sicura".