Domenica, 17 Maggio 2026 Abruzzo

Pescara:"Una casa in cambio di un voto", si è dimesso l'assessore indagato

Massimiliano Pignoli è stato denunciato da una sua presunta elettrice

 Corruzione elettorale: questa l’ipoesi di reato che pesa in capo all’assessore comunale alla Protezione civile, Ascolto del disagio sociale e Associazionismo sociale, Massimiliano Pignoli, che ha quindi deciso di dimettersi.

Giovedì la polizia giudiziaria si è recata in Comune, nel suo ufficio, per notificargli un avviso di garanzia e contestualmente per eseguire una perquisizione con sequestro finale dei cellulari dell’esponente politico ex Udc e oggi passato a Forza Italia.

A firmare il provvedimento – riportato dal Centro – il pm Gennaro Varone che, con la supervisione del procuratore Giuseppe Bellelli, conduce questa inchiesta che fa seguito all’ultima consultazione elettorale: quella bis dell’8 e 9 marzo scorsi, confermativa dell’elezione a sindaco di Carlo Masci dopo l’intervento del Tar che dispose la ripetizione del voto in 23 sezioni per una lunga serie di errori nella gestione dei seggi. Pignoli, che già in precedenza era stato il più votato, anche dopo questa consultazione bis parziale ha battuto ogni record con i suoi 1.136 voti.

A far scattare l’inchiesta è stata l’autodenuncia di una sua conoscente o quantomeno sua elettrice, che risulta indagata per lo stesso reato. L’obiettivo dell’indagine è quello di accertare se davvero ci sia stato questo voto di scambio tra Pignoli e la donna che si era rivolta a lui per avere un appartamento in affitto (visto che l’assessore aveva una serie di deleghe anche specifiche che poi il sindaco Masci ha ritenuto di rivedere e sfoltire).

Di fatto la coindagata si era rivolta a Pignoli (come avviene quasi quotidianamente, basta visionare le lunghe file di cittadini dietro la porta dell’assessore in Comune) – riporta ancora Il Centro – per essere aiutata nella ricerca di una casa, anche perché aveva con sé una bambina piccola (la donna ha anche altri figli). L’esponente politico le avrebbe detto che si sarebbe attivato. Poi si sarebbe ricordato che una sua conoscenza aveva una casa dove abitavano due sorelle, una delle quali venuta a mancare, e allora avrebbe detto alla sua elettrice che appena si fosse liberata completamente, quella casa poteva fare al caso suo. La donna, visto che non arrivavano novità, si sarebbe recata di persona in quell’appartamento, scoprendo che era occupato. E allora decise di occupare un locale di una casa Ater. Ma da lì a poco la municipale fece un blitz in quelle case abusivamente occupate mandando via tutti. È in quella circostanza che la coindagata si autodenunciò.

"Sono liberale e garantista, lo sono e lo sono sempre stato per tutti, per me una persona sottoposta a un procedimento penale è colpevole dopo una sentenza passata in giudicato. E oggi, dopo aver incontrato Massimiliano Pignoli, che mi ha espresso la sua volontà di dimettersi, gli ho ribadito questo mio pensiero e gli ho chiesto di soprassedere, di riflettere, di attendere che la giustizia faccia il suo corso, essendo peraltro la sua vicenda ancora  in una fase embrionale”, scrive in una nota il sindaco Carlo Masci dopo aver ricevuto la lettera di Pignoli.

“Pur avendolo trovato sereno, cioè certo della propria innocenza, l’ho visto provato da quanto sta accadendo, in modo particolare perché ha già vissuto in passato una esperienza dello stesso tipo. Quei fatti lo hanno scosso e segnato, con il passare degli anni, pur essendo stato assolto dall’accusa che lo riguardava sempre nell’ambito dell’attività pubblica. Mi ha detto chiaramente di voler staccare, di aver bisogno di fermarsi, perché in questa fase della sua vita deve tutelare in primo luogo la propria salute e la sua famiglia”.

Dopo aver accolto le dimissioni, Masci gli ha “ribadito la fiducia, la stessa di tantissimi elettori, riconoscendogli una notevole capacità di ascolto e di accoglienza dei cittadini che vivono le difficoltà e le fragilità più disparate, una capacità che pochi altri posseggono. Per questo gli avevo assegnato una delega specifica sul disagio sociale, mai pensando che questa attenzione alle fasce più deboli gli avrebbe potuto causare problemi con la Giustizia”.

“Nello stesso tempo ribadisco la mia fiducia nel lavoro della magistratura affinché si faccia piena luce sui fatti che riguarderebbero Massimiliano Pignoli”, conclude Masci.