Giovedì, 7 Maggio 2026 AbruzzoLa legge per la riforma idrica deve essere pronta entro il mese di maggioOggi summit. accordo su 2 gestori, no ipotesi a 4In dirittura finale la riforma del ciclo idrico abruzzese, che prevede la riduzione dal sei a due soli gestori. Terminato il ciclo di audizioni in commissione, previsto per oggi pomeriggio un summit di maggioranza alla presenza del primo firmatario della norma, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri di Forza Italia con l’obiettivo dell’approdo in aula entro maggio per l’approvazione. Per Sospiri una modifica necessaria, perché, il 31 dicembre scadranno le concessioni di 5 aziende pubbliche su 6 e scrivere una legge di riordino del servizio idrico integrato è l’unico modo per mantenere in mano pubblica il servizio ed evitare l’avvento dei privati con le gare. La riforma, non senza frizioni dentro la maggioranza di centrodestra di Marco Marsilio, di Fdi, prevede la creazione dell’Ambito territoriale unico regionale (Atur), suddiviso in uno oppure due soli sub ambiti, con un gestore unico, da individuare alla scadenza delle concessioni attualmente in corso, per “il perseguimento di economie di scala, il reperimento di risorse per l’efficientamento del servizio, l’uniformità delle tariffe”, con una gestione accentrata degli acquisti. L’ipotesi più probabile è quella però dei due sub ambiti, “Maiella” e il “Gran Sasso”, con l’accorpamento tra Aca di Pescara, Sasi di Lanciano, Saca di Sulmona, nel bacino Maiella, e di Cam di Avezzano, Sasso acqua dell’Aquila e Ruzzo di Teramo, nel bacino Maiella. Nasceranno poi due Assi, le assemblea dei sindaci, il cui presidente sarà il presidente della provincia con maggior numero di abitanti, con funzione di controllo e indirizzo. Nella norma si parla di società in house, ovvero pubbliche; Aca, Sasi, Saca, Ruzzo e Cam sono in scadenza nel 2027, con la Ruzzo che ambisce ad una proroga al 2030, perché coinvolta nella messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso, mentre la Gran Sasso acqua è in scadenza nel 2031. Ma la soluzione a soli due gestori non vanno a genio al sindaco dell’Aquila e presidente regionale dell’Anci Pierluigi Biondi, di Fratelli d’Italia, che propone quattro aziende su base provinciale. Ipotesi che prevede in ogni caso il sacrificio maggiore per la provincia aquilana, che dovrà fondere Gsa, Cam e Saca. Sulla stessa lunghezza d’onda, nel teramano, il consigliere di Fdi Paolo Gatti, presidente della quinta commissione Sanità, che per tutelare l’autonomia della Ruzzo reti, propone parimenti quattro gestori su base provinciale. |
