Giovedì, 7 Maggio 2026 Abruzzo

Fina e Gileno, “Altro che modello, Marsilio porta in UE il fallimento dell'Abruzzo"

La nostra regione continua a perdere giovani, studenti, lavoratori e residenti nelle aree interne

“Fa impressione ascoltare il presidente Marsilio candidare l’Abruzzo a ‘regione pilota’ europea contro lo spopolamento proprio mentre la nostra regione continua a perdere giovani, studenti, lavoratori e residenti nelle aree interne. Ancora più grave è presentare come esempio di successo una legge regionale, la l.r. 32/2021, che i dati ufficiali del Comitato per la Legislazione del Consiglio regionale certificano come largamente insufficiente rispetto alla dimensione del problema”.

Lo dichiarano, in una nota, il senatore del Partito Democratico e tesoriere nazionale del PD Michele Fina e il segretario regionale dell’Abruzzo e coordinatore nazionale della segreteria dei Giovani Democratici Saverio Gileno, replicando alle dichiarazioni del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, al termine dell’incontro dedicato al lancio della strategia europea “Right to Stay”, presentata ieri a Bruxelles, presso la sede del Parlamento europeo, dal vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto. (Qui il link)

“Le cifre parlano da sole: tra il 2016 e il 2022 i piccoli comuni montani abruzzesi hanno perso oltre 14 mila residenti, con un calo superiore all’8% della popolazione. A fronte di questo crollo demografico, la misura simbolo della legge regionale – il contributo da 2.500 euro ai nuovi residenti – produrrebbe, secondo le stime ufficiali, effetti pari a poche centinaia di persone. È evidente che non si contrasta lo spopolamento con misure spot o propagandistiche, ma con investimenti strutturali in servizi, lavoro, infrastrutture, sanità territoriale, scuola, università e mobilità”.

“Il diritto a restare non può essere uno slogan da utilizzare a Bruxelles mentre in Abruzzo si continua a smantellare ciò che rende possibile vivere nelle aree interne. Da anni denunciamo il definanziamento dei territori e la mancanza di una strategia nazionale ed europea per l’Appennino. Per questo servono politiche serie, coordinate e durature, non operazioni di comunicazione – proseguono – Infatti In dieci anni la nostra regione ha perso circa 40 mila giovani”.

“Intere aree interne si stanno svuotando, i piccoli comuni invecchiano, le nascite crollano, non si resta con bonus, si resta se ci sono scuole, e invece il centrodestra porta avanti il dimensionamento scolastico; si resta se esistono trasporti efficienti e accessibili, e invece continuano a rifiutare proposte come il biglietto unico regionale e agevolazioni vere per studenti e under 30; si resta se la sanità funziona, mentre le aree interne perdono servizi, medici, presidi e diritto alla cura”, concludono.