Martedì, 14 Aprile 2026 AbruzzoRicette sanitarie: stabiliti i nuovi termini di validitàLa giunta regionale dell'Abruzzo ha approvato la delibera che definisce i nuovi termini temporali massimi entro i quali il paziente può prenotare la prestazione richiesta dal medicoNuovi termini temporali massimi entro i quali il paziente può prenotare la prestazione richiesta dal medico prescrittore: è quanto previsto dalla delibera approvata dalla giunta regionale abruzzes, su proposta dell’assessore alla Salute Nicoletta Verì. Una prestazione con classe di priorità urgente (U) può essere richiesta entro 10 giorni dall’emissione della ricetta, con classe di priorità breve (B) entro 20 giorni, con classe di priorità differita (D) entro 40 giorni per le visite e 70 giorni per le prestazioni, con classe di priorità programmata (P) entro 130 giorni. Se la prestazione non viene prenotata entro questi termini, la ricetta dematerializzata viene invalidata automaticamente dal sistema tessera sanitaria e non è più utilizzabile. Se l'utente prenota entro i termini sopra indicati, la ricetta invece conserva la sua validità fino al giorno in cui la prestazione verrà effettivamente erogata, anche se la data dell'appuntamento è successiva alla scadenza della ricetta stessa. L'atto non modifica i tempi di erogazione (ovvero entro quanto le Asl devono garantire la visita), che restano quelli previsti dalle classi di priorità nazionali. “Il provvedimento approvato in giunta - sottolinea la Regione - (e già adottato in molte altre Regioni) rientra nelle azioni previste sia nel Decreto ministeriale sul governo delle liste d’attesa, sia nel piano regionale di governo delle stesse liste. L’obiettivo è quello di una migliore gestione dell’offerta sanitaria, garantendo l’appropriatezza, poiché se un utente ritarda troppo nel prenotare una prestazione urgente o breve, l'urgenza stessa viene meno, rendendo la prestazione potenzialmente inappropriata. Si migliora, inoltre, la stessa gestione delle liste d'attesa in quanto ridurre i tempi di giacenza delle ricette non utilizzate aiuta a monitorare meglio il reale fabbisogno di prestazioni sanitarie”.
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