Lunedì, 13 Aprile 2026 VastoVasto si è svegliata scoprendo che qualcuno ha lanciato la sfida alle IstituzioniImbrattate le mura della Questura, della Chiesa dell'Incoronata, dei Servizi Sociali e della Scuola BacheletMani non troppo ignote nel corso della scorsa notte hanno compiuto un raid nella città imbrattando con la vernice rossa i muri di recinzione della Questura e del Santuario della Madonna dell'Incoronata, e le pareti dell'edificio che ospita i Servizi Sociali del Comune e quelli della scuola elementare di via Bachelet. Un'operazione compiuta da un una o più persone sulle cui tracce sono ora gli inquirenti che stanno esaminando le immagini riprese dalle telecamere della videosorveglianza. E' inquietante pensare che con tanta facilità questi ignoti cittadini abbiano potuto agire indisturbati proprio davanti al locale Commissariato della Polizia di Stato. “Se i figli sono dello Stato è dittatura”, “Bimbi strappati alla famiglia, crimine nazista”, “Giudici minorili mostri, sequestrano i bambini”. Sono alcune delle scritte fatte, con l'utilizzo anche di una scala, da chi negli ultimi tempi ha "sposato" la causa della cosiddetta “famiglia nel bosco” i cui bambini sono ospitati nella struttura della Casa Famiglia Genova-Rulli, a due passi dal Convento dell'Incoronata. Qualcuno vuole "avvelenare" i pozzi con finalità palesemente intuibili. Una sfida lanciata ai Giusici, alla Polizia di Stato, alle Istituzioni cittadine, alle assistenti sociali. Un atto vandalico deprecabile che ha suscitato subito la reazione dei rappresentanti delle istituzioni. Un gesto che non può trovare giustificazione alcuna Su questo squallido episodio non si è fatta attendere la reazione dei rappresentanti dell'Amministrazione Comunale; "Il sindaco di Vasto Francesco Menna, l’assessora alle Politiche sociali Anna Bosco, esprimono, a nome dell’intera Amministrazione comunale e della cittadinanza, piena e convinta solidarietà, agli assistenti sociali del Comune, ai Giudici del tribunale dei minori e alle forze dell’ordine, attaccati da gravi scritte ingiuriose apparse stamattina in diversi punti della città, tra cui anche luoghi altamente simbolici come l’area antistante la sede della Polizia di Stato, la scuola primaria Martella e la chiesa dell’Incoronata. «Si tratta di episodi inaccettabili – dichiara il sindaco Francesco Menna – che colpiscono lo Stato. A preoccupare è anche il contenuto di queste scritte, che attaccano indiscriminatamente il lavoro di magistrati, assistenti sociali, poliziotti e operatori, alimentando una narrazione distorta e pericolosa». «Ridurre tutta questa vicenda a slogan o attacchi personali significa ignorare completamente la complessità e la delicatezza di queste situazioni. Non ci faremo intimidire – concludono il sindaco Menna e l’assessora Bosco – da chi sceglie la strada dell’odio e della disinformazione. Continueremo a lavorare con responsabilità, trasparenza e senso delle istituzioni, mettendo sempre al centro i bambini e il loro diritto a crescere in condizioni di sicurezza e dignità. Naturalmente, i responsabili di queste scritte, che tra l’altro dovranno essere rimosse a spese della collettività, saranno individuati e perseguiti».
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