Martedì, 14 Aprile 2026 AbruzzoL'ordine degli assistenti sociali dopo gli attacchi: “Lo Stato ci protegga e ci rispetti”La reazione della presidente dell’ordine degli assistenti sociali dopo i gravi episodi di intimidazione che mettono nel mirino chi lavora per la tutela dei minori“Rappresentiamo lo Stato, lo Stato ci protegga e ci rispetti”. Sono le parole della presidente del consiglio nazionale ordine assistenti sociali della regione, Barbara Rosina, che parla anche a nome della presidente dell'ordine regionale d'Abruzzo, Francesca D’Atri, dopo le intimidazioni verso la categoria rappresentata. Atti vandalici si sono registrati nelle ultime ore a Vasto, dove scritte ingiuriose sono comparse in diversi punti della città, tra cui una scuola primaria e una chiesa, legate alla vicenda della famiglia nel bosco, ma anche altre regioni d'Italia la categoria è sotto attacco. Parla di “un attacco concentrico, a Vasto, in Toscana, in Umbria con nomi di assistenti sociali, con svastiche naziste sulla fronte dei professionisti, con insulti" la presidente nazionale Rosina intervenendo sui gravi episodi di intimidazione che mettono nel mirino assistenti sociali che in questi mesi stanno lavorando sulla tutela di persona di minore età. “Ora nel mirino ci siamo noi, assistenti sociali e, in Abruzzo, anche i giudici. Mentre aspettiamo che chi indaga identifichi i responsabili, denunciamo con grande preoccupazione le intimidazioni ad assistenti sociali e giudici di chi ha imbrattato la scuola, il comune, la questura, la sede dei servizi sociali e la zona dove si trova la casa famiglia che ospita i bambini Trevallion. Di chi ha tappezzato di foto di professionisti gli spazi pubblicitari e scritto su muri di Arezzo, Città di Castello, San Sepolcro...La solidarietà che torniamo ad esprimere, non basta più quando in città e aree, da mesi sotto i riflettori di media e non solo, è l’odio a vincere. Rifletta chi, anche da posizioni istituzionali, ha fomentato questo odio. Chiediamo protezione, rispetto e l’identificazione dei responsabili. Chiediamo una presa di posizione istituzionale a salvaguardia di chi, come noi, nei luoghi e nelle situazioni più difficili, rappresenta lo Stato” le parole della presidente dell’Ordine assistenti sociali. Sulla questione intervengono anche le presidenti regionali di Abruzzo, Toscana e Umbria: “Rappresentiamo con orgoglio e fermezza professionisti che ogni giorno lavorano a fianco dei più fragili - dicono Francesca D’Atri, Rosa Barone e Francesca Tardioli - e non accetteremo di essere il capro espiatorio di questo odio senza precedenti. Siamo accanto alle e agli assistenti sociali che sono diventati bersaglio di un’ideologia che preferisce il clamore della protesta alla complessità della cura”.
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