Sabato, 4 Aprile 2026 AbruzzoIl PM Sgambati, “Scongiurate stragi”. L’uomo aveva 200mila fallowerIl giovane vive a Tortoreto. Si indaga su eventuali collegamenti"Si è trattato di una indagine molto delicata e difficile che è stata ben gestita dalla Digos con la polizia postale. La soddisfazione è quella di essere arrivati prima che si potessero verificare fatti eclatanti. Questo ha scongiurato episodi di una gravità inaudita. E’ importante risaltare che il web è diventato uno strumento di azione per chi delinque con potenzialità enormi e i giovani devono capire che avvicinarsi al web non è come fare un videogioco. Il giovane che digita un like e condivide fatti del genere si rende partecipe di episodi gravi”. Lo ha detto il procuratore della Repubblica distrettuale antimafia dell’Aquila, Alberto Sgambati, in una conferenza stampa in questura commentando l’arresto di Nicolò Galantini, 26 anni, di Giulianova ma residente a Tortoreto, (Teramo), anarchico, avvenuto a Roma, accusato di aver pianificato attentati e pubblicato modalità per la costruzione di armi oltre che a istigare ad atti terroristici ispirandosi all’unabomber americano Theodore Kaczynski. La procura aquilana si occupa del caso in quanto competente per materia. “Sulla scorta di questo”, ha detto il pm, “mi auguro che l’esito positivo di queste indagini consenta allo Stato di disciplinare meglio l’accesso e l’uso del web. Nel caso in questione, questa persona, appartenente agli ecoanarchici, ha più volte mandato sul web messaggi con i quali dava indicazioni a chiunque su come realizzare armi, munizioni ed esplosivi anche a livello casalingo. Ma c’era pure l’impulso ad attuare atti di terrorismo”. “L’indagine parte da un monitoraggio della rete internet”, ha detto il sostituto procuratore Roberta D’Avolio, che ha chiesto e ottenuto l’arresto firmato dal gip del tribunale aquilano, Marco Billi, “in questo ambito nasce l’indagine e, grazie a una attenta analisi di una persona anonima, si è identificato il sospettato che ha destato preoccupazione in quanto da una mera attività di diffusione di ideee anarchico- primitivista con lo scopo di avviare una rivoluzione per sovvertire la società tecnologica con atti di sabotaggio, si è passati a una escalation di condotte per cui dalla diffusione di idee si è arrivati alla istigazione alla commissione di atti terroristici, alla apologia di delitti commessi in passato come quelli portati a termine dall’unabomber americano per giungere, poi, a pubblicare manuali per costruire con stampanti in 3D delle armi a canna corta e lunga, munizioni, schede tecniche per la insegnarne la realizzazione: poi il 18 marzo, sono state diffuse istruzioni per confezionare esplosivi con uso di fertilizzanti. E’ accertato, dunque, che si sia passati da semplici enunciazioni astratte a un pericolo concreto di attuare certi propositi”. Il responsabile della Digos dell’Aquila, Roberto Mariani, ha elogiato i colleghi della sezione antiterrorismo, per poi precisare che “in relazione alla vicenda dei due anarchici morti mentre stavano confezionando esplosivi a Roma, al parco degli acquedotti, al momento non ci sono elementi di colleganza: anche perchè si parla di due ideologie di anarchismo diverse visto che nel caso di Mercogliano e Ardizzone, si parla di stampo e matrice insurrezionalista ma qui siamo nell’ambito anarchismo verde, ovvero anarco-primitivista. Le perquisizioni hanno comunque portato alla scoperta di armi bianche, una cartuccera con colpi di calibro 12, con un probabile passaggio all’azione. Le indagini non sono comunque finite e si indaga sui collegamenti che poteva avere l’uomo arrestato che era attenzionato da prima del dicembre scorso”. “Quei segnali inizialmente deboli”, ha detto il dottor Cristiano Leggiadri, direttore della terza divisione del servizio di polizia postale e sicurezza cibernetica di Roma, “attraverso un dispositivo collaudato di collaborazione, sono stati intercettati e approfonditi intervenendo nell’immediato. Bisogna far capire soprattutto ai giovani che il web non è una zona franca dove non si rimane impuniti e c’è vigilanza. Qui si tratta di un soggetto con 200 mila follower per cui anche a livello statistico ci possono essere ipotetiche adesioni”. L’uomo aveva nel mirino i data center americani e aziende patrimoniali che gestiscono e investono. Il questore dell’Aquila, Fabrizio Mancini, infine, ha elogiato la tempestività con la quale è stato bloccato il sospettato elogiando la sinergia tra Procura e polizia. |
