Martedì, 31 Marzo 2026 Abruzzo

AGENAS, “CASE DI COMUNITÀ IN RITARDO”

IN ABRUZZO OPERATIVE 2 SU 42, IN ITALIA 66 SU 1.723

Procede a rilento la realizzazione delle Case di comunità finanziate dal Pnrr: in Italia quelle totalmente attive sono 66 a fronte delle 1.723 previste. E anche l’Abruzzo non sta messo certo bene: solo 2 operative sulle 42 previste.

A fare il punto è il monitoraggio dell’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, aggiornato a dicembre scorso.

E il tempo stringe visto che a giugno va completato quanto previsto nella missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ovvero l’entrata in effettivo esercizio delle Case e degli Ospedali di comunità, per rendere finalmente realtà la sanità di prossimità, diffusa sul territorio. Le case di comunità infatti sono strutture sanitarie che funzionano come poliambulatori multidisciplinari dove operano medici di medicina generale, pediatri, infermieri di famiglia e specialisti, garantendo la continuità assistenziale, la gestione delle malattie croniche e riducendo gli accessi al Pronto Soccorso.

L’Abruzzo ha ricevuto 63,4 milioni di euro per realizzare le 42 Case della Comunità e 27,8 milioni per costruire gli 11 Ospedali di comunità, entro il 31 marzo 2026 per poi rendicontare le risorse entro giugno 2026.

In realtà in Abruzzo tutti o quasi i cantieri sono in itinere, e si conta di rispettare le tempistiche.

In provincia dell’Aquila le Case di comunità sono previste in base alle Linee guida della Regione Abruzzo del febbraio 2025, a Montereale, Castel Di Sangro, Sulmona, Trasacco, Avezzano, San Demetrio Ne’ Vestini, Rocca Di Mezzo, L’Aquila, Castelvecchio Subequo, Civitella Roveto e Carsoli.

In provincia di Chieti a San Vito Chietino, Castiglione Messer  Marino, Gissi, San Salvo, Vasto, Villa Santa Maria, Casoli, Atessa, Lanciano, Ortona, Guardiagrele, Chieti (2), Casalbordino e Francavilla Al Mare  

In provincia di Pescara a Penne, Cepagatti, Spoltore, Montesilvano e Scafa  

In provincia di Teramo a Isola Del Gran Sasso, Martinsicuro, Teramo, Silvi, Bisenti, Nereto, Roseto Degli Abruzzi e Montorio Al Vomano. Per un totale di 40 a cui se ne aggiungono altre due  “strutture da programmazione regionale assimilabili a Case della Comunità” 

Le Case di comunità, ricorda Agenas, presuppongono la presenza medica pari a 24 ore al giorno per 7 giorni a settimana nelle Case di comunità hub e almeno 12 ore al giorno per 6 giorni a settimana per le Case di comunità spoke. Inoltre presenza infermieristica per almeno 12 ore al giorno per 7 giorni a settimana per le hub e almeno 12 ore al giorno per 6 giorni a settimana per le le spoke

Dal monitoraggio emerge che le strutture operative, con almeno un servizio, sono meno della metà (45%), mentre sono appena 66 quelle con tutti i servizi attivi, compresa presenza medica e infermieristica (per i tempi previsti dal decreto ministeriale 77).

Al 31 dicembre 2025, a fronte di 1.715 case di Comunità programmate, risultano 781 le strutture con almeno un servizio attivo segnalate da Asl, Regioni e Province autonome. Un numero che considera anche le Case di comunità “attive in sede provvisoria”, si legge nel documento Agenas.

Le differenze regionali sono notevoli.

Le strutture con almeno un servizio attivo (781) sono distribuite sul territorio con elevate diseguaglianze, con numeri più elevati generalmente al nord.

In Lombardia sono infatti 150, e ben 143 in Emilia-Romagna; 96 nel Lazio, 79 in Toscana; 64 in Veneto. Al nord c’è Bolzano con zero strutture con almeno un servizio mente al sud la Basilicata.

Due sole case di comunità si contano oltre che in Abruzzo, in Calabria e Molise. Quattro in Valle d’Aosta e 5 nella Provincia Autonoma di Trento

Nonostante i ritardi e la frammentazione, comincia a emergere un’immagine di cosa saranno concretamente le Case di comunità una volta a regime.

In 609 strutture sono già presenti servizi di cure primarie, in 667 ambulatori specialistici, in 714 servizi infermieristici, in 715 il servizio di prenotazione collegato al Cup, in 697 lo sportello per l’integrazione con i servizi sociali. E ancora: servizi diagnostici di base (573), guardia medica (498), punto prelievi (651), consultori per minori (485), vaccinazioni (522) e screening (606), servizi per salute mentale (334) e dipendenze (164), neuropsichiatria infantile (306).

Quello del personale resta il nodo decisivo: solo 204 hanno la presenza medica prevista e 216 quella infermieristica.

C’è poi il paradosso di 219 strutture con tutti i servizi obbligatori attivi, ma senza la presenza del personale secondo gli standard indicati.

Proprio su questo aspetto si concentra il sindacato dei medici di medicina generale Fimmg. “Le nuove Case di comunità non saranno delle ‘scatole vuote’ se verrà data piena e corretta applicazione all’Accordo collettivo nazionale della medicina generale”. Se ciò avverrà, ci sarà disponibilità “per ciascun turno di lavoro di quasi tre medici di famiglia”, ha affermato il segretario nazionale Silvestro Scotti.

Bene invece le Cot, le Centrali Operative Territoriali, che secondo la riforma della sanità territoriale dovrebbero agire da cabina di regia per la continuità assistenziale, raccordando medici di medicina generale, Case della comunità, ospedali e servizi domiciliari: delle 657 previste, ne sono pienamente operative 625.

Positivi anche i dati relativi all’assistenza domiciliare.

I pazienti seguiti sono quasi 1,6 milioni. Salvo la Liguria, tutte le Regioni sono potenzialmente in grado di offrire ai propri pazienti la copertura del servizio di assistenza domiciliare integrata e l’assistenza infermieristica, qualunque sia il distretto di residenza dei pazienti.

Qualche lacuna su base locale, invece, nella capacità di fornire a casa l’assistenza con il medico di medicina generale, con il pediatra di libera scelta o con lo specialista, l’assistenza riabilitava, i servizi socio-assistenziali e la fornitura di farmaci.

Maggiori difficoltà, invece, per le cure palliative domiciliari: solo 1’82% dei distretti è dotato di almeno un erogatore di questo servizio. f.t.

Pubblicato su Abruzzoweb