Venerdì, 27 Marzo 2026 Abruzzo

In FI al via il rinnovamento, ciclone investe anche l'Abruzzo

I preannunciati congressi forse non si faranno

Effetto sconfitta referendum in Forza Italia: via il capogruppo in Senato Maurizio Gasparri, parlamentare da oltre 30 anni, sostituito da Stefania Craxi. Un avvicendamento consacrato da un’assemblea di Forza Italia di 20 minuti e un voto per acclamazione.

Dietro l’operazione, c’è però soprattutto la spinta, sostenuta dalla famiglia Berlusconi, ad allargare il perimetro della classe dirigente e a rinnovarla. La primogenita Marina Berlusconi come pure Piersilvio Berlusconi lo sostengono da tempo.

Un’operazione che – secondo fonti vicine al partito – punterebbe a consolidare un nucleo di forzisti vicini ai valori del Cavaliere e della sua famiglia, che possa competere alle prossime Politiche.

A rischio sfratto c’è dunque anche il presidente del partito, il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a favore di un  nuovo leader più giovane e competitivo. C’è chi assicura che sarebbe pronto a scendere il campo lo stesso Piersilvio Berlusconi, presidente della holding che gestisce Mediaset.

Un rinnovamento che non potrà non avere effetti anche in Abruzzo, dove segretario regionale dal lontano 2013  il deputato ed ex presidente del Consiglio regionale, il pescarese Nazario Pagano, 68enne presidente della Commissione affari costituzionali, e con potenti entrature a Roma.

Ad insidiarlo lo storico rivale interno, il potente presidente del Consiglio regionale, il 50enne Lorenzo Sospiri, che con Pagano aveva sottoscritto un patto prima delle politiche del settembre 2022, che hanno visto la riconferma di Pagano, dal Senato alla Camera, e la mancata elezione di Sospiri, sia pure di in soffio, al Senato. E appunto si era pattuito che in questa evenienza, Pagano avrebbe ceduto la carica di coordinatore a Sospiri. Passaggio del testimone mai avvenuto.

Con alla finestra Filippo Piccone, imprenditore di livello nazionale, ex consigliere regionale, ex parlamentare, ex coordinatore regionale del Popolo delle libertà ed ex sindaco della sua Celano, in attesa di entrare in campo per far pendere l’asticella dall’una e dall’altra parte, e con l’obiettivo di candidarsi alle Politiche.

Sono stati  14 senatori su 20 (tra cui i ministri Paolo Zangrillo ed Elisabetta Casellati) a firmare una lettera per dire, nero su bianco, che – per l’unità del partito – è opportuno sostituire il presidente del gruppo Gasparri.

Tra loro ci sarebbe anche Claudio Lotito, descritto dai suoi colleghi come polemico con il partito, per il sostegno percepito da lui come tiepido alle sue iniziative e proposte.

Una mossa cha ha spiazzato Gasparri, irritandolo non poco e dandogli poche ore per gestire la via d’uscita.

Ma al di là del bersaglio, la raccolta firme sarebbe una mossa di reazione.

Innescata – secondo alcuni forzisti presenti, mercoledì, alla riunione post voto convocata da Tajani – dalla proposta del segretario di puntare sui congressi regionali, come arma per il rilancio azzurro.

Un’idea contestata apertamente dalla ministra Casellati e dalla senatrice Licia Ronzulli perché considerata non innovativa.

Meglio puntare sui temi, anziché su tessere e territori, è stata la replica, e anche alla luce della vittoria del ‘no’ al referendum nelle regioni governate da FI. Sono emersi così malumori e distinguo, fino alla richiesta di un cambio di passo evidente. Che non dovrebbe esserci alla Camera. Anche – secondo quanto si racconta in ambienti del partito – per la ferma opposizione del leader. Pronto a fare lui personalmente un passo indietro qualora la spinta al cambiamento avesse toccato l’altro fedelissimo alla guida degli azzurri di Montecitorio.