Giovedì, 26 Marzo 2026 Vasto

Il Consiglio di Stato dà ragione all’Antitrust: il Comune non può ritardare le gare

Non ci sono i presupposti per fermare l’efficacia dell’ordinanza del Tar

Le gare per le concessioni bealneari vanno indette subito. Il Consiglio di Stato non concede tempo al Comune di Vasto, che vorrebbe prima far entrare in vigore il nuovo Piano del demanio marittimo. I giudizi di Palazzo Spada ha respinto il ricorso con cui l’amministrazione comunale aveva tentato di sospendere il provvedimento del Tribunale amministrativo regionale, emesso nell’ambito del contenzioso aperto dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm).

La spiaggia di Vasto Marina

Il Tar di Pescara, in primo grado, aveva accolto la richiesta dell’authority, contestando al Comune il mancato adeguamento alle norme europee e nazionali che impongono l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime attraverso procedure pubbliche. Nell’ordinanza, il Consiglio di Stato richiama la «funzione pubblicistica di tutela dei principi eurounitari in materia di concorrenza, libertà di stabilimento e libera prestazione dei servizi» fatta valere dall’Agcm. E ribadisce che le concessioni devono essere assegnate con una procedura «trasparente, imparziale e non discriminatoria».

Decisivo anche un altro passaggio: secondo i giudici, il Comune «non riesce a dimostrare alcun possibile danno grave ed irreparabile». Tradotto: non ci sono i presupposti per fermare l’efficacia dell’ordinanza del Tar. Dunque resta valida l’ordinanza caurtelare dei giudici di Pescara e il Comune dovrà procedere a emanare i bandi di gara. A meno che, il prossimo 20 aprile, lo stesso Tar pescarese, chiamato a decidere nel merito della questione, non ribalti la situazione. In quel caso, l’amministrazione comunale potrebbe attendere la definitiva approvazione del Piano del demanio marittimo, che cambia le regole di utilizzo delle spiagge vastesi. Il 9 marzo il primo sì del Consiglio comunale, che ha approvato la delibera di adozione del documento. Ora sono in corso i due mesi entro cui cittadini e associazioni possono presentare le proposte di modifica, denominate tecnicamente osservazioni. Poi il Piano tornerà in Consiglio per l’ultimo atto.

Pubblicato da Chiaro Quotidiano