Giovedì, 26 Marzo 2026 ChietiSanità, l’allarme del comitato: "Chieti rischia di perdere Medicina e il Dea"Nel mirino anche la carenza di posti letto e la mancata azienda ospedaliero-universitaria: chiesto un confronto urgente con Regione e Comune«Una situazione sanitaria allarmante». Così il comitato civico “Salute pubblica” di Chieti lancia l’allarme sul futuro dell’assistenza e della formazione universitaria in città, denunciando rischi concreti che potrebbero materializzarsi nei prossimi mesi. Secondo il comitato, tra le criticità più gravi c’è la possibile chiusura della scuola di medicina e chirurgia entro il 2026, anno in cui è prevista la verifica dei criteri di accreditamento da parte della commissione Anvur del ministero dell’Università e della ricerca. «Se non verranno apportati correttivi per migliorare i percorsi formativi – spiegano – l’università potrebbe essere costretta a rivedere la convenzione con la Regione». Un altro nodo riguarda la perdita della qualifica di ospedale Dea di secondo livello per il presidio teatino, che – secondo quanto sostenuto dal comitato – sarebbe destinata a passare all’ospedale di Pescara entro settembre 2026 in base alla rete ospedaliera regionale approvata nel 2023. Il documento evidenzia inoltre la minore disponibilità di posti letto nella Asl Lanciano-Vasto-Chieti, soprattutto per riabilitazione e lungodegenza. «Rischi che andrebbero a peggiorare la qualità dell’offerta sanitaria della città già penalizzata dalla chiusura di diverse scuole di specializzazione», sottolineano i promotori. Tra le proposte avanzate c’è anche la riattivazione delle procedure amministrative al ministero della Salute e al ministero dell’Università per la costituzione dell’azienda ospedaliero-universitaria a Chieti, progetto avviato in passato ma interrotto dopo il terremoto dell’Aquila del 2009. Il comitato chiede infine al Comune di sollecitare un confronto con la Regione e con l’università per rafforzare la partecipazione degli atenei alla produzione di prestazioni sanitarie e garantire una risposta più efficace ai bisogni assistenziali del territorio.
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