Venerdì, 20 Marzo 2026 Vasto

Concessioni demaniali, le tante strade dei comuni costieri

La direttiva comunitaria (Bolkestein) sta facendo dormire sonni agitati ai nostri balneatori

Un partenariato pubblico-privato per perseguire obiettivi di interesse generale quali innovazione sociale, valorizzazione del territorio, sviluppo sostenibile e miglioramento dell’offerta turistico-ricettiva. E’ lo strumento individuato dall’amministrazione comunale di San Salvo per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime che dovrà avvenire tramite l’indizione di gare ad evidenza pubblica. Dopo Vasto – che nelle scorse settimane ha adottato il nuovo piano demaniale – è il comune sansalvese che fissa le regole per le aste previste dalla Bolkestein con una delibera di indirizzo approvata ieri mattina  dalla giunta. Il provvedimento dà mandato per la costituzione di un “ufficio di progettazione multidisciplinare” composto da tutte le figure professionali ritenute necessarie per la predisposizione della documentazione di gara. Le aste devono essere indette entro il 30 settembre 2027.

COMUNI IN ORDINE SPARSO – Da San Salvo a Torino di Sangro, passando per Vasto e Casalbordino: ecco i criteri che i comuni costieri si sono dati  per non arrivare in ritardo all’appuntamento con la direttiva comunitaria (Bolkestein) che sta facendo dormire sonni agitati ai balneatori. E se a Vasto la “rivoluzione” sul litorale passa per il nuovo piano demaniale che per la sua definitiva approvazione dovrà tornare in consiglio comunale fra due mesi, a San Salvo la giunta guidata dalla sindaca Emanuela De Nicolis ha individuato con una delibera linee guida e indirizzi operativi per la predisposizione degli atti di gara. Si parte dalla ricognizione dello stato di fatto del territorio costiero demaniale e delle strutture insistenti sul demanio per le quali gli operatori dovranno , con apposita autodichiarazione, indicare la volontà di procedere allo smontaggio o di lasciarle sul suolo demaniale marittimo al termine del rapporto concessorio. Le procedure ad evidenza pubblica volte all’assegnazione delle concessioni (25 di cui 4 riservate alle strutture ricettive esistenti), dovranno tener conto dei criteri di accessibilità e massima fruibilità della spiaggia, garantendo la eliminazione delle barriere architettoniche, dell’utilizzo di materiali eco-compatibili ai fini della tutela paesaggistica, del miglioramento dell’offerta turistica e dei servizi,  con previsione di criteri di “premialità” a favore di quelle proposte progettuali che assicurano un elevato livello di protezione ambientale.

A Vasto la questione è un po’ più complicata perché il nuovo piano spiaggia – che prevede strutture di 40 metri lineari con materiale eco-compatibile – non è ancora stato approvato. Lo strumento di pianificazione del litorale, fortemente voluto dall’assessore Nicola Della Gatta, è stato “adottato” dal consiglio comunale lo scorso 8 marzo. Da quella data  scattano 60 giorni di tempo per le osservazioni. Nel frattempo ci sono diversi ricorsi pendenti. Il 24 marzo il Consiglio di Stato  deve decidere sulla richiesta di domanda cautelare presentata dal Comune di Vasto contro la sentenza del Tar di Pescara che ha accolto la sospensiva richiesta dall’Autorità garante della concorrenza e del libero mercato (Agcm), ordinando all’ente di indire “senza ulteriori differimenti, le procedure di evidenza pubblica per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricettive”. Lo stesso Tar deciderà nel merito del ricorso il 10 aprile 2026. Vasto è il comune cha ha maggiore “risorsa naturale”, alternando lungo ben 16 chilometri di litorale, spiaggia con sabbia fine a scogliera.  Le concessioni demaniali sono 60.

A Casalbordino non sembrano esserci particolari problemi. “Si faranno le aste in base alle direttive emanate e ai criteri stabiliti”, si limita a dire il sindaco Filippo Marinucci, che esclude la demolizione delle strutture esistenti. Sul litorale casalese le concessioni  che andranno a gara sono  19, di cui 9 storiche e  10 stagionali.

A Torino di Sangro le aste sono state già fatte. “Noi abbiamo anticipato la Bolkestein”, afferma il sindaco Nino Di Fonso,   “le  concessioni con proroga al 2033, in contrasto con la direttiva comunitaria,  sono state oggetto di avviso pubblico ai sensi del codice della navigazione nel corso dell’anno 2024 e sono in fase di rilascio per la durata di 6 anni. Non sono previste demolizioni specifiche, ma le strutture saranno rese  eco-compatibili come previsto nella variante del piano demaniale adottata nel 2022 ed in fase di approvazione.

Anna Bontempo (Il Centro)