Venerdì, 20 Marzo 2026 VastoLa Asl Lanciano-Vasto-Chieti deve pagare 60mila euro per la nomina da primario illegittimaCon una sentenza definitiva, di fatto, i giudici hanno accertato l’illegittimità della nomina del Direttore della UOC di Geriatria dell’Ospedale San PioLa Asl Lanciano-Vasto-Chieti è stata condannata per la nomina a primario di Geriatria dell’ospedale San Pio della dottoressa Maria De Laurentiis al posto della collega Claudia Sacchet. La Corte d’Appello L’Aquila, infatti, ha dichiarato illegittima la nomina e stabilito che l’azienda sanitaria dovrà risarcire la dottoressa Claudia Sacchet, che avrebbe avuto diritto a quella nomina, con circa 60mila euro. Con una sentenza definitiva, di fatto, i giudici hanno accertato l’illegittimità della nomina del Direttore della UOC di Geriatria dell’Ospedale San Pio di Vasto, avvenuta nel 2022. A riportare la notizia, stamane, a firma di Paola Calvano, è il quotidiano dell’Abruzzo Il Centro che, per la circostanza, ha riportato le dichiarazioni di Francesco Taglieri, capogruppo del M5S in Consiglio Regionale. La Corte aquilana ha accertato che la professionista nominata dalla Asl non era in possesso dei requisiti necessari per partecipare alla selezione in quanto priva sia della specializzazione richiesta, sia dell’anzianità di servizio della disciplina specifica della Geriatria. La magistratura ha chiarito un principio fondamentale: in assenza di specializzazione il requisito dei 10 anni di anzianità deve essere maturato esclusivamente nella disciplina oggetto del bando. Francesco Taglieri a questo punto ha presentato una interpellanza in cui chiede al presidente della giunta regionale, Marco Marsilio e all’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì “se intendono procedere ad una verifica della performance manageriale dei dirigenti della Asl 02 ( amministrativi e sanitari) che hanno istruito e sottoscritto gli atti di ammissione dei candidati. Atti risultati palesemente erronei in punto diritto e di titoli specialistici . La nomina di un primario privo dei requisiti del bando configura una grave violazione dei principi di legalità e buon andamento della pubblica amministrazione. L’azienda sanitaria è stata condannata al risarcimento del danno per perdita di chance ( 40% ) delle differenze retributive e al pagamento di ingenti spese legali . Oneri che costituiscono un palese danno erariale derivante da un esercizio arbitrario e non trasparente del potere discrezionale “. Tagliere ricorda quindi che dovrebbe essere attivata senza indugi la procedura di rivalsa presso la Corte dei Conti nei confronti dell’ex direttore generale Thomas Schael e dei dirigenti firmatari della proposta di delibera per recuperare le somme risarcitorie e le spese legali.
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