Lunedì, 16 Marzo 2026 Vastese

"Al collasso il laboratorio dell'ospedale di Lanciano, la direzione sorda ai nostri allarmi"

Il sindacato UIL FPL denuncia una "progressiva e preoccupante riduzione del personale tecnico e del personale di supporto"

La Uil Fpl torna a denunciare quella che definisce “gravissima situazione organizzativa” che sta interessando l’unità operativa di Patologia Clinica dell'ospedale “Renzetti” di Lanciano, struttura diagnostica di riferimento per un vasto bacino territoriale e per numerosi servizi sanitari della provincia.

Il laboratorio di Lanciano rappresenta infatti un nodo centrale della rete diagnostica aziendale: oltre ai reparti ospedalieri e all’utenza del punto prelievi cittadino, afferiscono alla struttura numerosi servizi territoriali tra cui i distretti sanitari di Lama dei Peligni, Fossacesia e Torricella, il punto prelievi di Atessa, il pronto soccorso di Atessa, il punto prelievi di Casoli, l’ospedale di comunità di Casoli, le carceri di Lanciano, i servizi di assistenza domiciliare integrata (Adi) di Casoli e Lanciano e diverse cooperative private.

“Nonostante questo ruolo strategico - denuncia la segreteria territoriale della Uil Fpl in una nota - il laboratorio sta subendo una progressiva e preoccupante riduzione del personale tecnico. Negli ultimi mesi si è passati da 18 tecnici sanitari di laboratorio biomedico, a sole 13 unità, con un incremento previsto del carico di lavoro pari a circa il 28%. Una situazione resa ancora più critica dalla presenza di servizi aziendali di particolare rilevanza - spiega il sindacato - come la microbiologia aziendale attiva su 12 ore dal giugno 2025, che per un funzionamento sicuro richiederebbe almeno quattro tecnici al mattino e due nel turno pomeridiano, oltre al servizio di virologia aziendale”.

"Particolarmente delicata - prosegue la denuncia della Uil Fpl - è inoltre la gestione delle urgenze provenienti da Pronto Soccorso e Oncologia, per le quali sono previste tempistiche di refertazione estremamente stringenti, spesso entro un’ora. A oggi tali tempistiche vengono ancora rispettate grazie allo straordinario senso di responsabilità del personale in servizio. Tuttavia, con l’attuale carenza di organico, il rischio concreto è che i tempi di risposta per urgenze e routine possano presto allungarsi in modo significativo, con possibili ricadute sull’assistenza e persino il rischio di interruzione di alcuni servizi diagnostici".

La Uil Fpl ricorda inoltre che “la carenza di personale non riguarda soltanto i tecnici di laboratorio, ma anche il personale di supporto. In assenza di ausiliari e operatori sociosanitari, i tecnici sanitari di laboratorio biomedico sono costretti quotidianamente a svolgere mansioni improprie, tra cui trasporto di campioni biologici, movimentazione manuale di carichi, gestione dei rifiuti sanitari, riordino della biancheria e approvvigionamento di materiali. Una situazione che configura un vero e proprio demansionamento - denuncia il sindacato - oltre a porre seri interrogativi sul rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e sull’organizzazione dei servizi sanitari”.

La Uil Fpl sottolinea che questa situazione è stata ripetutamente segnalata alla direzione strategica della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, a partire dalla nota del 16 gennaio scorso e successivamente con una ulteriore diffida formale del 19 febbraio. In queste comunicazioni, il sindacato aveva proposto anche possibili soluzioni temporanee per fronteggiare l’emergenza, tra cui l’attivazione di contratti temporanei o interinali per tecnici di laboratorio oppure un monitoraggio aziendale per individuare eventuali possibilità di supporto tra le sedi di Chieti, Ortona e Vasto.

“Nonostante questi tentativi di confronto e le proposte avanzate - lamenta la segreteria territoriale - la direzione strategica è rimasta sostanzialmente sorda, cieca e muta, non fornendo alcun riscontro concreto né avviando interventi risolutivi. Nel frattempo, le procedure per l’avviso pubblico finalizzato al reperimento di nuovi tecnici di laboratorio risultano essere state ulteriormente rinviate ai mesi di maggio–giugno, per dare priorità ad altre figure professionali. Un differimento che appare difficilmente comprensibile e che rischia di aggravare ulteriormente la situazione, soprattutto in vista dell’imminente periodo delle ferie estive che inevitabilmente inciderà sull’organizzazione del lavoro”.

Per la Uil Fpl “non è in alcun modo accettabile l’ipotesi di spostare le attività diagnostiche da Lanciano verso altre sedi aziendali, né tanto meno ridurre il servizio di microbiologia da 12 a 6 ore. La soluzione non può essere la riduzione dei servizi o lo svuotamento progressivo del laboratorio di Lanciano, bensì il ripristino di un adeguato numero di tecnici sanitari di laboratorio biomedico e del personale di supporto necessario al corretto funzionamento della struttura”.

“Finora - prosegue il sindacato - il personale ha garantito il servizio con grande senso di responsabilità, evitando che le difficoltà organizzative emergessero all’esterno. Tuttavia, di fronte alle mancate sostituzioni, al protrarsi delle carenze di organico e al continuo rinvio delle procedure di reclutamento, non è più possibile continuare ad accettare passivamente decisioni che rischiano di compromettere un servizio sanitario essenziale”.

La Uil Fpl chiede dunque alla direzione generale della Asl "un intervento
immediato per ripristinare un adeguato organico di tecnici di laboratorio; sostituire il personale cessato o prossimo alla cessazione; garantire il corretto supporto di personale ausiliario e oss; assicurare la continuità e la sicurezza dei servizi diagnostici del laboratorio di Lanciano".

"La tutela della salute dei cittadini e la dignità professionale degli operatori sanitari - conclude il sindacato - non possono essere sacrificate sull’altare di scelte organizzative miopi o di rinvii amministrativi ingiustificati. Il silenzio della direzione strategica è irresponsabile, continuare a ignorare gli allarmi significa mettere a rischio la salute dei cittadini e la dignità professionale dei lavoratori. Non resteremo a guardare”.