Lunedì, 16 Marzo 2026 Abruzzo

REFERENDUM GIUSTIZIA, I GIOVANI DICONO NO

NO:”LA NOSTRA GENERAZIONE HA BISOGNO DI DIRITTI, NON DI PROPAGANDA”

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota:

 

La nostra generazione ha problemi molto concreti: il diritto alla casa, il diritto a un lavoro dignitoso e il diritto alla salute - anche mentale.
Per questo molti giovani italiani continuano a lasciare il Paese: non perché non lo amino, ma perché troppo spesso qui non troviamo prospettive.
In questo contesto il governo continua a raccontare il referendum sulla magistratura come se fosse la soluzione ai problemi dell’Italia e persino dei giovani, come ha dichiarato Giusi Bartolozzi. «Pensare che una riforma di questo tipo possa convincere i giovani a tornare in Italia significa semplicemente vivere in un altro mondo»,
dichiara la Segretaria Provinciale Annachiara Di Lorenzo.
Sempre Bartolozzi, capo di gabinetto del Ministro Nordio (vera mente dietro la riforma) ha anche dichiarato, dicendo finalmente l’obiettivo del referendum, di “votare sì così ci leviamo di mezzo i magistrati”, poi Aldo Mattia, deputato FdI, ha dichiarato che pur di vincere bisogna utilizzare il “solito sistema clientelare” evocando il meccanismo dei favori personali e toccando definitivamente il punto più basso non solo di questa campagna referendaria ma anche del loro governo.

La verità è che questa riforma non risolve i problemi della giustizia, ce lo dice pure il governo, e non ha nulla a che fare con le reali priorità del Paese.
Per migliorare davvero la giustizia servono scelte diverse: assumere più personale negli uffici giudiziari, stabilizzare i 12 mila precari della giustizia, investire nell’informatizzazione dei tribunali e ridurre i tempi dei processi.
«La nostra generazione viene evocata continuamente nei discorsi politici, ma raramente è considerata un interlocutore reale. Siamo spesso mal pagati, poco riconosciuti e costretti a costruire il nostro futuro altrove. Ma ci faremo sentire anche a questo referendum.», prosegue Annachiara Di Lorenzo.
Tra i punti più critici della riforma c’è il sorteggio per la composizione del CSM. «Viene presentato come una soluzione contro le correnti, ma rischia invece di indebolire l’autonomia della magistratura. Quando si sostituisce l’elezione con il sorteggio si creano istituzioni più fragili, e in un sistema più fragile il peso della politica aumenta».
Per questo i giovani stanno scegliendo con convinzione di votare NO al referendum.
L’assenza del voto fuori sede è l’ennesima porta sbattuta in faccia a studenti e lavoratori lontani dalle proprie città che, nonostante le problematiche logistiche e tal volta economiche per tornare a votare, hanno deciso di farlo lo stesso diventando rappresentanti di lista nei territori in cui vivono.
Non resteremo in silenzio.