Lunedì, 16 Marzo 2026 AbruzzoChiesti 12 rinvii a giudizio, tra gli imputati l'ex deputato MartinoLa Procura contesta a vario titolo ai sospettati la bancarotta fraudolentaLa Procura della Repubblica di Pescara tira dritto sulla vicenda del fallimento milionario della Modus Fm chiedendo il processo per bancarotta fraudolenta e altri reati a carico dell’imprenditore ed ex parlamentare di Forza Italia, Antonio Martino, di Popoli Terme (Pescara) e di altre 11 persone coinvolte nel crac del sodalizio che fu amministrato dallo stesso Martino e poi da altri. Udienza preliminare a giugno davanti al gup, De Rensis. Martino ha respinto ogni addebito, e ribadendo “la mia piena fiducia nell’operato della magistratura”, “sono certo saprà fare chiarezza su una vicenda complessa e ricondurre i fatti alla loro reale dimensione”. Gli altri reati contestati dal Pm, secondo quanto riporta il Centro, sono evasione fiscale e false comunicazioni sociali contestati a vario titolo ai 12 indagati, fra cui figura anche l’intero collegio sindacale della Modus, composto da Andrea Collalti, Stefano Angelini e Laisa Del Ciotto. Tra gli altri indagati anche Carmine Martino e il “socio” in affari dell’ex parlamentare, Giuseppe Marucci. La bancarotta fraudolenta è contestata anche a Laura Malfatto, Manlio Tassi e Vincenzo Del Vecchio che si alternarono alla guida della Modus Fm. Coinvolti anche Giulio Errante, Bruno Ciamarone e Marco Della Rocca in relazione alla bancarotta della società Scep Impianti, dove Antonio Martino figura come amministratore di fatto. A carico di Martino e Marucci pesano condotte distrattive di vario genere: per il primo, ad esempio, spese personali per 191mila euro, “non inerenti l’attività di impresa negli anni dal 2017 al 2019”; per il secondo 146mila euro di spese che non rientravano nell’attività ‘impresa e 109mila euro “attraverso prelievi di denaro contante non giustificato”. E ancora “distraevano la somma complessiva di 373mila euro mediante sei bonifici in favore della Valente srl per presunte consulenze in realtà non connesse all’attività aziendale”. I magistrati, sempre a Antonio Martino e Marucci, contestano una distrazione, in favore della Dynamin Holding spa (riconducibile agli stessi, il primo come socio di maggioranza e il secondo di amministratore delegato): “Risorse finanziarie per un ammontare compreso tra 2 milioni e 100 mila euro e 3 milioni e mezzo di euro, anche attraverso macchinazioni contabili del tipo giroconti e compensazioni dare/avere che incidevano sulla determinazione finale del credito verso Dynamin Holding spa”. Le false comunicazioni sociali relative alla Modus Fm riguardano i due Martino, Marucci, Del Vecchio, Malfatto e Tassi che le avrebbero messe in atto “al fine di conseguire per se stessi un ingiusto profitto (nella specie rappresentare una situazione patrimoniale apparentemente florida occultando la presenza di un patrimonio netto negativo compreso tra i 4 e i 5 milioni di euro e di conseguenza conservare un medio-alto merito creditizio ed alta credibilità sul mercato ed all’interno del Consorzio Cns)”. Con la evasione fiscale alla Modus Fm, si contesta di non aver versato 177mila euro (nel 2018) e 620mila euro (nel 2019): somme relative alle competenze del personale dipendente. Inoltre, si contesta il mancato pagamento delle imposte (Iva, Ires, Irap e imposte locali) e contributi previdenziali “generando una esposizione debitoria sempre crescente dal 2012 al 2019 nei confronti dell’erario fino ad un importo di 11 milioni e mezzo di euro”. Gli amministratori della Modus Fm avrebbero cagionato e concorso al dissesto della società che poi venne dichiarata fallita il 7 febbraio 2020, mentre Antonio Martino e Marucci, in particolare, “dopo aver emesso un titolo obbligazionario pari a 2 milioni di euro sottoscritto dalla Fondazione PescaraAbruzzo il 22 dicembre 2017, contrariamente ai propositi ed alle finalità scritte nel verbale, invece di utilizzare la predetta somma per finanziare il progetto di espansione previsto per la controllata Modus Fm spa operante nei settori facility management e gestione energia, utilizzavano tale somma per rimborsare parte del debito della predetta holding verso la controllata Tech Rain spa… generando di fatto una mancata iniezione di liquidità in favore di Modus Fm spa”. E poi ancora si contesta la procedura di concordato preventivo in continuità diretta dove sarebbero stati compiuti, nel corso della stessa, “atti in frode al fine di ritardare il fallimento e di aggravare lo stato di dissesto. Parti offese sono la curatela fallimentare della Modus, l’Agenzia delle Entrate e la curatela della Scep Impianti”. L’ex parlamentare Martino interviene sul caso facendo delle precisazioni importanti e chiarendo alcuni aspetti che farà valere in udienza preliminare. “Come ho sempre fatto – dichiara Martino – ribadisco la mia piena fiducia nell’operato della magistratura, che sono certo saprà fare chiarezza su una vicenda complessa e ricondurre i fatti alla loro reale dimensione”. “È opportuno ricordare – prosegue Martino – che il sottoscritto ha ricoperto ruoli gestionali nella società Modus FM solo fino al 2011. Negli anni successivi, dal 2012 al 2017, la società è stata guidata da altri amministratori delegati, tra cui il dott. Giuseppe D’Alessandro e l’ing. Francesco Corea, circostanza che rende quantomeno singolare che tali posizioni vengano considerate estranee ai fatti oggetto di contestazione”. Martino evidenzia inoltre come Modus FM fosse una società per azioni dotata di collegio sindacale e sottoposta a revisione contabile da parte di PricewaterhouseCoopers, una delle principali società di revisione al mondo. “Qualora – come è giusto verificare nelle sedi competenti – dovessero emergere eventuali irregolarità, sarà altrettanto importante ricordare che la società era strutturata con organi di controllo e management autonomi, mentre il sottoscritto, in qualità di socio, non era coinvolto nella gestione operativa. I manager nominati in quegli anni, peraltro, ricoprono ancora oggi incarichi di rilievo in importanti realtà aziendali”. L’ex parlamentare conclude: “Confido che l’udienza preliminare rappresenti il momento in cui molte delle imprecisioni emerse vengano finalmente chiarite. Le notizie diffuse hanno già provocato notevoli danni personali e familiari, che auspico possano essere ristabiliti attraverso un corretto accertamento dei fatti. Continuo a confidare nella giustizia, anche quando – come spesso accade – il suo percorso può risultare doloroso e lento”. |
