Domenica, 8 Marzo 2026 Vasto"Abbracciamo il mondo", l'8 Marzo del Centro Italiano Femminile di VastoResponsabilità, solidarietà, accoglienza, accettazione delle differenze…Dal CIF-Centro Italiano Femminile di Vasto riceviamo e pubblichiamo. Sugli eroi omerici - i vinti dagli Achei - Ettore, il più valoroso dei figli di Priamo e Andromaca, sua consorte alla quale Achille aveva già falcidiato l’intera famiglia, il fato - tuke - inesorabile incombe in un destino di morte e si riverbera su Astianatte, germoglio del loro amore. Mirabilmente De Chirico rappresenta i suddetti come due automi manichini senza né braccia né bocca impossibilitati ad abbracciarsi e a dirsi l’ultimo addio quasi a sostenere che persino tra i due innamorati domini l’incomunicabilità propria di un cruente clima bellico. Eppure in siffatta tragicità si coglie un piccolo segno di speranza: il manichino Andromaca è posto sul cuore del manchino Ettore come a dire che la salvezza di una frammentata identità della tragicità della guerra è posta nel cuore solo a sovrastare la quotidiana indifferenza. Della guerra alle porte Scee, così della Grande Guerra nelle trincee - il dipinto a olio “Ettore e Andromaca” è datato 1917 - delle guerre attuali in Ucraina e Medio Oriente, tant’è che non si può parlare più con papa Francesco di terza guerra mondiale a pezzi, ma di albori essa incipienti solo il cuore può costituirne l’antidoto. Ci consente infatti di credere che la pace - shalom non è utopia bensì costruzione quotidiana realizzabile attraverso l’“I care” - “mi sta a cuore” - perciò dovunque sono, partecipo e mi impegno. Una giovane, Elena Giannini, rispondendo a Sergio Mattarella che esortava i giovani di oggi a emulare quelli che il 2 giugno 1946 scelsero responsabilmente la Repubblica in piena consapevolezza che avrebbe richiesto impegno e partecipazione perché fragile, scrive : << [Forse] responsabilità (…) significa (…) sapere che il mio piccolo gesto quotidiano è già un pezzo di futuro, è speranza>>. Quali sono le parole da declinare? Sono, responsabilità, solidarietà, accoglienza, accettazione delle differenze… Sono cura, custodia, veglia, partecipazione, scelta, impegno. Tutti germogli da far fiorire oggi in un processo generativo. Possibile se le donne non vengono relegate ai margini. E se Maria Federici dette piena emancipazione alle lavoratrici e affrancò le ragazze madri creandole capifamiglia con tutti i diritti derivanti, le ciffine oggi sono ancora chiamate a conquistare rilevanza nella Chiesa e nella società facendo sentire la loro voce contro ogni violenza- in primis i femminicidi e l’assoggettamento della donna - in un abbraccio planetario di bambini-giovani-donne-uomini-anziani. E si badi bene non basta che avanzino soltanto alcune vedette ma tutte le donne e in più habitat così che la loro voce non sia eco lontana, ma diventi parola condivisa, confronto e futuro. Maria Antonietta Farina |
