Sabato, 7 Marzo 2026 VastoGrande partecipazione della Città al funerale di Don Gino e Don DecioLa chiesa di S.Maria Maggiore gremitissima. Il ricordo fatto da Mons. Forte e dal Sindaco MennaOggi, sabato 7 marzo, nella Chiesa di Santa Maggiore di Vasto, si sono svolti i funerali di don Gino Smargiassi e don Decio D’Angelo, deceduti nello stesso giorno, giovedì scorso 5 marzo. In tanti hanno partecipato alla celebrazione eucaristica affollando in ogni angolo il sacro tempio dove la bara contenente le spoglie di Don Gino è arrivata poco prima dell'inizio delle celebrazione religiosa passando prima nella sua amata Chiesa di San Giuseppe. Alla cerimonia, che in molti hanno definito "storica" per la concomitante dipartita di due sacerdoti, hanno partecipato ben cinque Vescovi, una quarantina di sacerdoti, le confraternite cittadine, i rappresentanti istituzionali della città e tantissimi fedeli. I funerali sono stati celebrati dall’arcivescovo Bruno Forte che ha aperto l’omelia parlando di un “momento che segna tutta la comunità Vastese. Don Decio e Don Gino sono stati protagonisti amati della vita di tutti noi. Entrambi continueranno ad esserci vicini e pregare per noi.” Mons. Forte ha messo in risalto la diversità caratteriale dei due Sacerdoti che, però, sono stati accomunati nella immensa fede in Cristo. L'Arcivescovo della Diocesi di Chieti-Vasto ha ricordato anche alcuni inediti scambi di vedute tra Don Gino e Don Decio proprio per mettere in risalto l'irruenza benevola del primo e l'ironia del secondo. Di Don Gino ha ricordato lo sviscerato amore per la sua Vasto. Nella parte finale della funzione religiosa, allorquando la Chiesa celebra il momento del distacco terreno con la sepoltura, i Confratelli della Confraternita della Sacra Spina e del Gonfalone hanno intonato l'inno della "Sacra Spina", accompagnati dal Coro Polifonico Histonium, diretto dal maestro Luigi Di Tullio, i cui componenti hanno eseguito i canti liturgici nel corso dell'intera cerimonia religiosa. In chiusura il Vescovo Forte ha dato la parola al Sindaco di Vasto, Francesco Menna, il quale ha ringraziato i due Sacerdoti per l'impagabile azione pastorale portata avanti nel corso della loro vita nella nostra Città e nella nostra Diocesi. Le due bare sono state, quindi, portate quindi fuori dalla Chiesa accompagnate da tutto il Clero e dai rappresentanti delle Confraternite. La salma di Don Gino Smargiassi è stata traslata presso il Cimitero di Vasto mentre quella di Don Decio ha raggiunto Bomba per essere tumulata nella tomba di famiglia. Mons. D’Angelo era nato a Bomba il 29 giugno del 1928. Dopo aver svolto la sua preparazione alla vita sacerdotale nel Seminario Regionale “S.Pio X°” di Chieti veniva consacrato nella Cattedrale di San Giustino il 29 giugno del 1951. Appena ordinato sacerdote venne inviato a reggere la Parrocchia di Ripa Teatina. Successivamente venne trasferito a Vasto dall’allora Mons. Loris Capovilla, diventato poi Cardinale, per assumere la carica di Vicario Episcopale. Per anni ha insegnato Storia e Filosofia nel Liceo Pudente di Vasto formando centinaia e centinaia di studenti. Dal 1989 era stato nominato Parroco della Chiesa di Santa Maria Maggiore, dall’allora Vescovo Mmons. Anonio Valentini, per subentrare a Mons. Nicola Di Clemente. Di lui ricorderemo le meravigliose omelie, l’impegno profuso per il restauro della Chiesa e del campanile, ed il suo costante impegno pastorale. Si deve a Lui la realizzazione e la pubblicazione del volume “Nostra Signora del Vasto” edito nell’aprile dell’anno 2001. Mons. Luigi Smargiassi, chiamato amichevolmente da tutti “Don Gino”, è tornato alla Casa del Padre dopo aver servito la Chiesa con umiltà e spirito di servizio. Nato a Vasto il 28 gennaio del 1933, Don Gino era entrato in Seminario seguendo quel fascino che un Sacerdote come Don Felice Piccirilli riusciva ad emanare. Don Gino è cresciuto nella Parrocchia si San Giuseppe diventandone, subito dopo l’ordinazione sacerdote, Vice Parroco. Nel 1968, all’indomani della prematura morte di Don Felice, fu inviato a fare l’esperienza di Parroco di montagna a Carunchio dove ancora oggi lo ricordano con stima ed affetto. Ma Don Gino era un prete dinamico che non sapeva stare con le mani in mano. Così i suoi Vescovi lo hanno mandato ad edificare due nuove Chiese. La prima a San Salvo Marina dove realizzò la Chiesa della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo. Ed attorno a quella Chiesa è cresciuta una comunità di fedeli che ha saputo seguire passo dopo passo il proprio Pastore. Nei primi anni del duemila Don Gino venne trasferito a Vasto per la realizzazione della Chiesa di San Marco Evangelista nella zona della Madonna dei Sette Dolori. Altra opera realizzata con passione ed immensi sacrifici. Con Don Gino è scomparso un Prete laborioso, schivo, ma tanto amato dai suoi fedeli. |









