Sabato, 7 Marzo 2026 Abruzzo

A Pescara tutto è pronto per le elezioni di "riparazione"

Dopo il ricorso si torna a votare in sole 23 sezioni

Cala il sipario sulla campagna elettorale a Pescara in vista delle elezioni comunali parziali dell’8 e 9 marzo, indette per rinnovare il voto in 23 delle 170 sezioni cittadine dopo l’annullamento disposto dal Consiglio di Stato per irregolarità riscontrate nelle consultazioni del giugno 2024.

Una tornata limitata a una parte dell’elettorato, ma politicamente significativa perché potrebbe incidere sull’esito della sfida tra il sindaco uscente di centrodestra Carlo Masci e il candidato del centrosinistra Carlo Costantini: il primo vorrebbe confermare la vittoria al primo turno, il secondo punta a mandare tutta la città al ballottaggio. In corsa ci sono anche il civico Domenico Pettinari (che nel 2024 ottenne il 13,08%) e Gianluca Fusilli dell’allora Stati Uniti d’Europa (1,73%).

Il voto arriva dopo mesi di scontro politico e giudiziario. La ripetizione delle elezioni potrebbe incidere sul risultato della competizione del 2024, quando Masci era stato riconfermato per il secondo mandato raggiungendo il 50% dei consensi con uno scarto ridotto, appena 472 voti, ed evitando così il ballottaggio.

Sul piano politico, tuttavia, l’ipotesi di un secondo turno viene considerata al momento piuttosto difficile dagli osservatori locali, anche se la partecipazione degli elettori nelle sezioni interessate sarà determinante per capire se l’equilibrio del voto potrà cambiare.

Con la chiusura della campagna elettorale, l’attenzione si sposta ora sulle urne.

Saranno complessivamente 13.956 gli elettori chiamati al voto dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato l’esito del 2024. Si voterà in 23 sezioni su 170 totali, ovvero in quelle dove sono state rilevate violazioni “gravi e sostanziali” tra schede sparite, voti in più ed errori nella verbalizzazione delle schede.

Questo particolare appuntamento ripropone parzialmente il primo turno di voto: se l’attuale sindaco Carlo Masci non dovesse superare il 50% delle preferenze – sommando i voti delle 147 sezioni ritenute valide alle 23 dove si torna a votare – si andrà al turno di ballottaggio; qualora dovesse accadere questo, tutti i cittadini del capoluogo adriatico torneranno ad esprimere la loro preferenza i prossimi 22 e 23 marzo.

Il ritorno alle urne è dipeso dalla cosiddetta prova di resistenza, lo strumento giuridico con cui i giudici valutano se le irregolarità accertate hanno inciso sull’esito finale: a Pescara essendo esiguo il margine – 472 voti dopo il riconteggio – rispetto alla soglia necessaria per evitare il ballottaggio, non è stato possibile affermare “con un sufficiente grado di certezza” che l’annullamento delle operazioni nelle sezioni viziate sia “inidoneo a una modifica sostanziale del risultato”.

Le sezioni coinvolte dal voto sono: 25, 28, 31, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 51, 55, 57, 71, 73, 74, 78, 89 (ospedaliera), 95, 117, 137, 157, 166 e 169. Nel 2024 contavano circa 14mila elettori e avevano espresso complessivamente 8.806 voti per i candidati sindaco. In quelle stesse sezioni Masci si era fermato al 49,65% (4.372 voti), seguito da Costantini con il 34,86% (3.070 voti), quindi da Domenico Pettinari (13,64%) e Gianluca
Fusilli (1,85%).

Dopo il riconteggio delle 147 sezioni valide, con un totale di 53.185 preferenze espresse, il dato è il seguente: Masci 27.137 (51,02%), Costantini 18.187 (34,02%), Pettinari 6.947 (13,06%) e Fusilli 914 (1,72%).

Nelle elezioni amministrative di giugno del 2024, in concomitanza con le elezioni europee, l’affluenza alle urne fu del 61,68%, con 63.664 votanti su 103.216 elettori e 1.771 schede non valide tra bianche e nulle.