Mercoledì, 4 Marzo 2026 Vasto

La Schola Cantorum, il Coro della Processione del Venerdì Santo: ricominciano le prove

Appello ai cittadini di Vasto per continuare un percorso di fede, devozione, arte e cultura.

Il 2 novembre del 1944 nasceva, su iniziativa di don Romeo Rucci, indimenticabile parroco della chiesa di San Pietro, la Schola Cantorum. 
Affidata subito ad Antonio Zaccardi, muoveva i primi passi con la Missa “Te Deum Laudamus” per due voci pari di Lorenzo Perosi.  Negli anni inserisce in repertorio altre messe di Perosi, la  Messa da Requiem per tre voci maschili, la Missa Prima Pontificalis. Inserisce anche brani di Zimarino, Bottazzo (Tu es Petrus a quattro voci, inserito per l’anno giubilare 1950), Mozart, Bach, Verdi, Gruber, Capocci, Rossini, Donizetti, Puccini, altri, oltre a brani dello stesso Zaccardi. La Missa Papae Marcelli a sei voci di Giovanni Pierluigi da Palestrina diventa un punto di arrivo di un percorso molto impegnativo. Così come il 1959, quando la Schola esegue il madrigale a cinque voci Il dolce sonno, di Bernardino Lupacchino dal Vasto, in occasione dell’inaugurazione dell’Istituto “Figlie della Croce” di Vasto: probabilmente la prima esecuzione in tempi moderni di un brano di Lupacchino.
Oggi la Schola continua la sua opera di servizio, e ogni anno rinasce per la Processione del Cristo Morto il Venerdì Santo e, da qualche anno, per il Sabato Santo e la processione della Sacra Spina, in supporto alla Confraternita della Sacra Spina e del Gonfalone e al coro parrocchiale di Santa Maria Maggiore.
Dopo la morte di Antonio Zaccardi, fondatore e direttore, il fratello Michele ne continua l’opera, e prima della morte, nel 1995 affida la direzione della Schola al direttore del Coro Polifonico Histonium “Bernardino Lupacchino dal Vasto”.
Durante la processione la Schola, oggi intitolata ad Antonio Zaccardi, canta brani dello stesso Zaccardi, ma anche di Nicola Carino, Felice Anerio, e soprattutto il bellissimo Miserere di Lorenzo Perosi. Negli ultimi anni anche l’inno Ave Spina e i brani per la processione del Sabato Santo, con i canti di Dermino Majo, Espedito Ferrara, ed altri, ereditando il repertorio del Settenario della chiesa dell’Addolorata (San Francesco di Paola).
Una storia lunga, fatta di devozione da parte di centinaia di cantori nel corso degli ottantadue (82) anni di vita (!), uno straordinario esempio di servizio di cittadini alla propria città, con un’attenzione particolare alla bellezza e alla edificazione spirituale di quello straordinario momento che rappresenta la Processione del Cristo Morto il Venerdì Santo a Vasto. Il passaggio della Schola viene vissuto come un momento comunitario di riflessione, di ascolto silenzioso, di creazione di un clima unico.
Sta a noi oggi preservare tutto questo, creando le condizioni necessarie affinché le voci possano continuare a segnare la storia devozionale e culturale  della Città del Vasto.
Il tempo passa, e lascia i segni. 
I cantori del 1944 non ci sono più, e ci stanno lasciando lentamente anche coloro che i questi decenni hanno contribuito con la loro voce a preservare questo piccolo tesoro.
Ci sono stati nel corso degli anni nuovi ingressi, garantendo un minimo di ricambio. 
Ma non basta, la Schola ha bisogno di innesti nuovi, al fine di poter pensare di poter continuare questo servizio.
Con la scomparsa della chiesa di San Pietro la Schola è diventata ormai della città, e la città tutta deve rendersi conto della necessità di sostenere, a tutti i costi, questa vera e propria istituzione.
Le parrocchie in primis che, con la sensibilità che li contraddistingue verso le forme di supporto alla liturgia ed eventi, spero possano veicolare i propri cantori in questo periodo dell’anno proprio verso il sostegno al servizio della Schola, incentivandone la partecipazione.
Ma anche le associazioni musicali, i musicisti, i fedeli amanti della musica devono comprendere che senza il loro personale contributo questa storica Schola rischia di scomparire.
Sono diversi anni che si raggiungono circa 90 elementi durante la processione, in alcuni anni si sono sfiorati i 120 elementi, ma ogni anno diventa sempre più difficile.
Aspettiamo quindi alle prove uomini e donne  - ma anche ragazze e ragazzi - di buona volontà,  fiduciosi nella volontà di questa bellissima Città di continuare un percorso di fede, devozione, arte e cultura.