Lunedì, 2 Marzo 2026 AbruzzoSvolta per la sanità regionale con il fascicolo elettronicoPutroppo solo il 2% degli abruzesi ha dato l'assenso all'utilizzoSe c’è uno strumento rivoluzionario per rendere più efficiente la sanità, garantendo l’interscambio delle informazioni cliniche e avere un quadro generale del paziente senza che sia lui a raccontarlo e senza organizzare carte che possono risultare parziali, questo è il Fascicolo sanitario elettronico (Fse). Eppure ancora c’è molta strada da percorrere, per portarlo davvero a regime, da quando il Fse fu varato nel 2012, con il decreto legge 179, a cui ha fatto seguito il decreto del ministro della Salute Orazio Schillaci del 30 dicembre 2024, quello del Fse 2.0, volto a creare un sistema standardizzato a livello nazionale, superando divari regionali, e con l’implementazione delle nuove funzionalità. A dirlo sono i numeri riportati nel portale del Ministero della Salute, aggiornati a fine settembre scorso: se infatti è altissima, al 98% la propensione al suo utilizzo da parte di medici di medicina generale (Mmg) e pediatri di libera scelta (Pls), sono solo il 27% dei cittadini assistiti che lo hanno utilizzato almeno una volta. Dato ancor più preoccupante è però quel 44% di cittadini totali che hanno espresso il consenso, in base alle normative per la privacy, alla consultazione dei propri documenti clinici da parte dei medici. E senza questo consenso il Fascicolo sanitario elettronico, che comunque dal 202o si alimenta automaticamente, di fatto non può essere utilizzato, divenendo un scatola chiusa, compromettendo e di molto l’efficacia delle prestazioni. In questo quadro generale l’Abruzzo è messo male per quello che riguarda l’utilizzo almeno una volta da parte degli utenti, appena il 7%, malissimo per quello che riguarda l’assenso, dato solo dal 2% della popolazione. Può solo consolare che almeno anche in Abruzzo alto è l’utilizzo da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, vicino alla media, del 94%. Mentre invece ancora basso il dato relativo alla percentuale dei medici specialisti abilitati al Fascicolo sanitario elettronico, il 54% rispetto alla media italiana dell’88%. Inn ogni caso il ministro Schillaci, ha posto il potenziamento del Fascicolo Sanitario Elettronico come uno dei pilastri fondamentali della Missione 6 “Salute” del Pnrr con un investimento di 1.672.539.999 per il completamento tecnologico e la massimizzazione del suo utilizzo. Entrando nel merito di questo innovativo e fondamentale strumento, il Fascicolo sanitario elettronico contiene un gran numero di documenti di tipo sanitario e socio-sanitario. Giova ricordarli tutti: dati identificativi e amministrativi dell’assistito (esenzioni per reddito e patologia, contatti e deleghe), referti di laboratorio, di radiologia, di specialistica ambulatoriale, di anatomia patologica, verbali di pronto soccorso, lettere di dimissione ospedaliero, profilo sanitario sintetico, prescrizioni farmaceutiche, di specialistica ambulatoriale. E ancora cartelle cliniche, erogazioni di farmaci, schede di singola vaccinazione, certificato sullo stato vaccinale, erogazione di prestazioni di assistenza specialistica, taccuino personale dell’assistito, tessere portatore di impianto e lettere di invito per screening, vaccinazione o altri percorsi di prevenzione. Non solo, i singoli portali dei Fascicoli sanitari elettronici regionali possono prevedere anche ulteriori e specifici documenti. C’è poi una sezione riservata, il “Taccuino personale dell’assistito”, nella quale il cittadino ha possibilità di inserire, modificare ed eliminare dati e documenti relativi ai propri percorsi di cura, si può scegliere se rendere visibili le informazioni contenute e quali soggetti possano accedervi. Il cittadino può accedere al Fascicolo sanitario elettronico disponendo della tessera sanitaria-Cns già attivata e di un lettore di smart card o delle credenziali Spid. La tessera sanitaria-Cns si attiva presso uno degli sportelli preposti negli Uffici della Asl di appartenenza. Tornando dunque al monitoraggio aggiornato a settembre 2025 da parte del Ministero della Salute: sono pari al 27% i cittadini assistiti, 6.487.054 su 23.800.562, che hanno effettuato almeno un accesso al proprio Fse, rispetto al totale degli assistiti per i quali è stato messo a disposizione almeno un documento nei 90 giorni precedenti alla data di rilevazione. Ma andando a vedere il dato regionale, in testa alla alla classifica troviamo il Veneto, 66%, l’Emilia-Romagna, 64% e la Lombardia 53% Mentre l’Abruzzo è ancora appena al 7%, con 19.543 cittadini assistiti su 270.941 vicino il fondo della classifica, dove troviamo con il 3% Puglia, Marche, e Basilicata. E veniamo dunque ad un altro dato di centrale importanza per il decollo definitivo del Fascicolo sanitario elettronico: il numero dei cittadini che hanno espresso il consenso alla consultazione dei propri documenti clinici da parte di medici ed operatori del Sistema Sanitario Nazionale. Senza l’assenso infatti il Fascicolo resta un prezioso contenitore inutilizzabile. E i numeri non sono confortanti: la media italiana è del 44%, 25.425.566 cittadini assistiti su 57.918.533, con l’Abruzzo con un misero 2%, 19.369 cittadini su 1.242.573, ultimo in classifica assieme a Calabria, 2%, Campania, 3% e Molise, 6% e Basilicata 7%, mentre al contrario in Emilia Romagna si è al 92%, nella provincia autonoma di Trento al 90%, in Veneto al 89%, in Friuli Venezia Giulia all’82%. Lo scenario cambia radicalmente per quello che riguarda invece la propensione all’utilizzo del Fascicolo sanitario elettronico da parte di medici di medicina generale (Mmg) e pediatri di libera scelta (Pls). La media italiana è confortante, il 95,2%, 42.539 medici su 44.689. In Abruzzo si è a 98.4%, 1.018 su 1.035 medici, vicino al podio, occupato dall’Emilia Romagna, 99.9%, Molise, 99,6% e Piemonte 99,2% mentre qualche ritardo si registra in Friuli Venezia Giulia e Lombardia, intorno all’86%. C’è poi il dato relativo alla percentuale dei medici specialisti che sono abilitati al Fascicolo sanitario elettronico. La media è ancora italiana è dell’88% 139.363 su 158.384 medici. L’Abruzzo è però lontano, ancora al 54%, 2.510 su 4.663 medici, il dato peggiore assieme a quello della Calabria, al 41%. Mentre sono al 100% Marche, Molise Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Piemonte, Sardegna, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto. Filippo Tronca Pubblicato su Abruzzoweb.it
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