Lunedì, 23 Febbraio 2026 AbruzzoIn Abruzzo la Lega di Salvini perde pezziAccusano: "Scelte politiche calate dall'alto"“Buongiorno, da un primo controllo sembrerebbe che lei non sia tesserato al partito. Essendo il gruppo whatsApp Lega Abruzzo riservato esclusivamente ai tesserati, le chiedo cortesemente di uscire dal gruppo o, se interessato a tesserarsi, a contattarmi. La ringrazio anticipatamente per la disponibilità”. È bastata questa comunicazione di servizio di Arianna Conicella, responsabile regionale tesseramento della Lega Abruzzo, a provocare una clamorosa emorragia di iscritti, non solo dalla chat, ma dal partito stesso, visto che secondo quanto si è appreso la tessera non è stata rinnovata dagli interessati. A dire addio, tra i circa 400 iscritti, da quello che trapela da fonti interne, parte di coloro che non avendo rinnovato il tesseramento, hanno ricevuto il sollecito, con un messaggio individuale. Ben sei amministratori: Valentina Mucciante, consigliere comunale di Casacanditella (Chieti), Fernando Gatta, sindaco di Villalago (L’Aquila), Nicola Iannone, sindaco di Tornareccio (Chieti), Luca Trovarelli, consigliere comunale di Bolognano (Teramo), Daniela Cipriani, consigliere comunale di Roccaraso (L’Aquila) e Amedeo Aloi consigliere comunale di Fara San Martino (Chieti). Un epilogo che ha portato alla cancellazione di questi ex salviniani dalla chat animata dai tesserati. In aggiunta a questo episodio, si registrano poi le dimissioni di Carmine Camiscia, segretario cittadino di Paglieta (Chieti), e l’addio al partito di Antonio Zinni, esponente della Lega chietina. Quel che accade va letto dunque come il sintomo di un malessere che attraversa la Lega abruzzese e non da ora, che il coordinatore regionale, il pescarese Vincenzo D’Incecco, capogruppo in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio a palazzo dell’Emiciclo, in sella da ottobre 2024, fatica a gestire. In uno scenario nazionale tra l’altro segnato dalla fuoriuscita dell’eurodeputato Roberto Vannacci, e dalle divisioni interne tra il leader, vice premier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il fronte del Nord, che fa capo a Luca Zaia, ex governatore del Veneto. E fa riflettere come dell’emorragia in Abruzzo, ben cinque degli otto critici con la linea D’Incecco, sono della provincia di Chieti, dove a primavera si vota nel capoluogo teatino, e dove sul territorio governa il partito il segretario, Maurizio Bucci, ex uomo di fiducia dell’ex coordinatore regionale, Luigi D’Eramo, ora vicinissimo a D’Incecco: proprio quel dirigente che è sindaco di Gamberale, commercialista che grazie alla Lega è presidente dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale (Ater) di Lanciano-Vasto, che sta gestendo da solo o quasi le trattative per il Comune di Chieti, dove la Lega punta con zero possibilità ad esprimere il candidato coalizione, proprio l’uomo che nei mesi scorsi addirittura con un messaggio farneticante sulla popolosa chat di partito, aveva accusato, pur senza fare nomi, questa testata e il suo direttore di ricostruzioni parziali e quindi non oneste. Tornando all’attuale timoniere regionale, è stato nominato ad ottobre 2024, voluto da Claudio Durigon, potente sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e vicesegretario federale, che lo ha preferito all’ambizioso big nazionale Alberto Bagnai, deputato dopo la elezione nel collegio blindato di Chieti e spesso sotto accusa da parte dei leghisti di quel territorio per la scarsa presenza, anche lui come Bucci più volte protagonista di confuse ma offensive invettive contro questo giornale. D’Incecco ha sostituito il sottosegretario all’Agricoltura, l’aquilano Luigi D’Eramo, e questo perché il leader Matteo Salvini ha voluto dividere la dirigenza politica dal ruolo di governo. Sulla gestione D’Eramo però hanno pesato le fuoriuscite eccellenti con l’accusa di accentramento politico e decisionale, di metà dei dieci consiglieri regionali eletti nel 2019, quando la Lega era nettamente il partito più grande della maggioranza di centrodestra guidata da Marco Marsilio, di FdI, che ora ha sostituito la Lega in testa alla coalizione. E secondo quanto si è appreso a “svuotare” la Lega in Abruzzo sarebbe stata una strategia che avrebbe avuto come regista proprio Marsilio, nemico politico di D’Eramo e amico di Durigon, al quale invece l’attuale coordinatore del terzo partito della coalizione sta benissimo. Tornando dunque alle defezioni più recenti, tranchant è stato Zinni nel comunicare la sua decisione: “con effetto immediato mi auto sospendo dal Partito”, senza null’altro aggiungere. Va ricordato che Zinni è il militante che a giugno scorso si è scagliato dopo la sconfitta alle comunali di Ortona, contro il coordinatore provinciale, Bucci, chiedendo la convocazione di un congresso e un cambio al vertice provinciale. Mai fatto. Più articolata e motivata, con tanto di nota, la defezione di Camiscia. “Rassegno con mio rammarico le mie dimissioni dalla carica di Segretario Cittadino della Lega di Paglieta dal 2010, tra i primi tesserati a livello Regionale, ho lavorato con impegno e sacrificio alla costruzione e al radicamento del movimento sul territorio, contribuendo alla sua crescita con lealtà e spirito di servizio, dalla quale non sono stato neanche meritevole della tessera Som”. “Negli ultimi tempi ho dovuto constatare un progressivo e sistematico mancato coinvolgimento nelle decisioni politiche e organizzative – prosegue Camiscia -, nonché l’esclusione dalla riunioni, dai gruppi ufficiali chat Regionali e Provinciali a ciò si è aggiunta la pretesa di dover accettare scelte calate d’alto, senza possibilità di discussione o condivisione, un metodo che svuota di significato il ruolo di Segretario Cittadino e mortifica il lavoro svolto sul territorio” E conclude, “una profonda e ormai insanabile divergenza politica e gestionale con i vertici Provinciali e Regionali rende impossibile proseguire il mio mandato in modo coerente e trasparente. Ringrazio chi ha creduto in un progetto fatto di coerenza e presenza reale sul territorio. Le battaglie per la nostra comunità non si fermano qui”. Insomma, dopo circa un anno sembra finita la tregua in seno alla Lega Abruzzo che oltre ad essere tornata in un clima da polveriera, rischia la caduta libera alle vicine amministrative di primavera. |
