Lunedì, 23 Febbraio 2026 Abruzzo

Paolucci su rilievi al Programma operativo dal Tavolo di monitoraggio della sanità

“Arrivano nuove strigliate, già dalla prima pagina il documento conferma il nostro allarme"

"Si evince senza giri di parole: il parere al Programma Operativo 2026/2028 reso dal Ministero delle Finanze e della Salute boccia sonoramente la gestione della sanità del governo Marsilio. Testualmente: “ai sensi dell’articolo 1, comma 951, legge, 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026), il citato comma 951 fissa il termine del 15 febbraio 2026 entro il quale i Tavoli tecnici e i Ministeri affiancanti valutano il già menzionato Programma operativo, anche con prescrizioni vincolanti per la Regione, al fine del successivo recepimento, da parte della Regione, entro i successivi dieci giorni”. Prescrizioni vincolanti, non è una raccomandazione, né un suggerimento: è un commissariamento nei fatti. Il Tavolo affiancato da Ministero della Salute e Ministero dell’Economia e delle Finanze non si limita a valutare: impone correzioni, detta tempi e chiede risposte puntuali. E soprattutto smonta la narrazione dell’avanzo in tre anni raccontata nei giorni scorsi dall’assessora Verì. Una frittata difficilissima da rigirare, persino per i geni della propaganda, attivissimi finora e una situazione drammatica che, purtroppo, è sulle spalle degli abruzzesi, che pagano con tasse, disagi e meno servizi la sanità dell’era Marsilio”, durissimo il commento del capogruppo PD Silvio Paolucci sulle prescrizioni del tavolo ministeriale.

“La verità è nero su bianco e dice che il disavanzo è strutturale per tutto il triennio 2026-28 – spiega Paolucci -. Il documento sottolinea chiaramente che nonostante gli oltre 170 milioni di tagli a vari comparti della sanità regionale, si resterà in perdita per i prossimi tre anni e le coperture arriveranno solo dalla leva fiscale, in sostanza dalle maggiori tasse per gli abruzzesi. Infatti, in sede di verifica ex comma 174, la Regione ha conferito 113 milioni di euro di maggiori tasse per coprire il disavanzo del IV trimestre 2024, come abbiamo più volte denunciato. Non da efficienze. Non da riorganizzazioni. Ma dai gettiti della manovra fiscale regionale, previsti dalla legge regionale n. 16/2025. Il Tavolo lo scrive in modo netto: questo riallineamento impone una revisione della manovra per garantire l’equilibrio almeno nel terzo anno. Tradotto: il 2024 lascia debito e senza nuove entrate fiscali l’equilibrio non esiste. Arriva anche una critica pesante sul metodo: non si fanno bilanci sovrastimando i ricavi per farli quadrare: in tal senso si chiede una immediata correzione di riduzione delle entrate per 27 milioni nel 2027 e 64 milioni nel 2028. Il Tavolo chiede inoltre misure più chiare per il recupero della mobilità passiva, contesta l’attesa di valutazioni dirigenziali, su cui grava il mistero della doppia valutazione sul dg di Pescara e rileva una linea sempre più evidente: l’esternalizzazione dei servizi. Si evince una propensione crescente ad affidare prestazioni al privato, addirittura prevedendo la privatizzazione di presidi ospedalieri pubblici non performanti. Emergono, poi, contraddizioni evidenti che più volte abbiamo evidenziato: mentre si racconta la propaganda del “DEA di secondo livello diffuso” per prendere in giro territori e comunità, i Ministeri hanno denunciato il grave ritardo della Giunta Marsilio sulla scelta del Dea di secondo livello, pregiudicando l’offerta sanitaria ad esso connessa per la comunità: sul punto si chiede l’immediata scelta da parte della Regione. Ma arrivano strigliate anche sui ritardi del PNRR, manca una strategia chiara per contenere la spesa e sulle iniziative su farmaci ed emoderivati, in un contesto che sembra fuori controllo: anche su questo punto il Tavolo fa delle prescrizioni ferme e vincolanti. Tagli enormi sul personale “interinali” sui servizi per quasi 20 milioni e ben 12 milioni di tagli ai MMG e Sanità del territorio. Gravissimo il passaggio sui LEA. Il Tavolo definisce “poco comprensibile”, l’affermazione secondo cui le ASL non sarebbero in grado di erogare prestazioni comprese nei LEA. E ricorda che: il finanziamento del servizio sanitario regionale serve esattamente a questo. Non solo. Già nel precedente parere era stato chiesto di indicare con precisione le risorse per finanziare l’incentivo all’alta complessità. La risposta non è arrivata. I “risparmi attesi” non sono ritenuti una copertura valida. Il Tavolo sollecita un riscontro urgente, visto che il 2025 si è concluso e quei risparmi dovrebbero essere già verificabili.

Ma non basta. Si arriva all’assurdo quando si ammette che: in assenza di una tabella che associ ogni azione a un impatto finanziario, non è possibile valutare la congruità dei risparmi indicati. Manca perfino un’analisi delle cause della crescita della spesa sanitaria regionale, che resta superiore alla media nazionale. Il Piano, dunque, va integrato. Il quadro è chiaro. Dopo sette anni di governo Marsilio, la Regione Abruzzo: copre i buchi con le tasse. Siamo davanti alla certificazione di un sistema che sopravvive solo grazie a questo. Con questi numeri e tali valutazioni il Tavolo ha scritto nero su bianco che il risanamento ad oggi non c’è stato, avvisando che di questo passo non ci sarà neanche in futuro”