Domenica, 8 Febbraio 2026 Chieti

Casa dello studente Chieti: servono coerenza amministrativa e garanzie fino in fondo

I Dem plaudono all'obiettivo dell'apertura e al ritorno della funzione originaria di Casa dello studente, ma, ammoniscono, “l’apertura deve essere completa, strutturale e coerente con il diritto allo studio, non parziale né simbolica”

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota:

 

Le recenti comunicazioni della Regione Abruzzo e di ATER sulla Casa dello Studente di via Gran Sasso meritano attenzione e un chiarimento serio, nel merito e nei fatti.
L’obiettivo dichiarato - restituire finalmente alla città una struttura dedicata al diritto allo studio - è lo stesso che, da sempre, riteniamo necessario. Proprio per questo sentiamo il dovere di fare chiarezza, senza semplificazioni e senza scorciatoie comunicative.
Un primo dato è ormai esplicito e non contestabile: oggi viene riconosciuto che l’edificio, realizzato alla fine degli anni ’90, non era mai realmente entrato in funzione. Questo rende evidente una contraddizione che non può essere ignorata, nel 2024 la struttura è stata inaugurata come Casa dello Studente, ma nei fatti è rimasta chiusa fino ad oggi. Non è una valutazione politica, è un dato oggettivo che riguarda la correttezza del percorso amministrativo.
Un secondo nodo riguarda i numeri, che non sono un dettaglio secondario. Negli anni si è parlato prima di 49 posti letto, oggi di 46, e di questi solo 14 risultano a tariffa convenzionata con il DSU.
Questa discrepanza pone domande legittime:
– che fine fanno gli altri posti letto?
– su quale base solo una quota viene effettivamente destinata al diritto allo studio?
– perché una struttura pubblica finanziata con risorse nazionali e regionali dovrebbe garantire solo una parte limitata di alloggi calmierati?
Il rischio è evidente: in assenza di una convenzione piena e vincolante con l’ADSU, la gestione potrebbe restare esclusivamente in capo ad ATER, limitandosi al minimo previsto dalla normativa. Sarebbe un esito inaccettabile, soprattutto a fronte della cronica carenza di posti letto per studenti a Chieti.
C’è poi un tema decisivo, spesso semplificato ma centrale sul piano amministrativo: il criterio della cosiddetta “libera scelta”.
Al tavolo tecnico richiesto dal sindaco Diego Ferrara, l’assessore regionale Roberto Santangelo aveva assunto l’impegno di rivedere questo criterio, proprio per evitare distorsioni nel sistema.
È bene spiegare con chiarezza cosa accade se questo criterio non viene modificato: l’attuale meccanismo consente allo studente beneficiario di rinunciare all’alloggio assegnato trattenendo comunque la quota economica prevista, lasciando di fatto il posto letto vuoto. In questo scenario, l’ADSU si troverebbe a dover sostenere i costi di gestione senza avere la possibilità di riassegnare rapidamente l’alloggio, con un evidente squilibrio finanziario.
Se questo indirizzo non verrà rivisto formalmente a livello regionale, esiste un rischio concreto che l’ADSU non possa sostenere una gestione strutturata e pluriennale, con la conseguenza che la struttura resti fuori da una piena programmazione per il diritto allo studio e che solo una parte minima dei posti venga effettivamente destinata agli studenti beneficiari.
Anche sul piano economico è necessario essere chiari.
La Valutazione Economico-Finanziaria ATER n. 4735/2024 si è rivelata insufficiente, tanto che solo oggi si è reso necessario accedere a un finanziamento ministeriale di circa 898.500 euro. Questo dato conferma che nel 2024 mancavano le condizioni economiche per un’apertura reale.
Non a caso, l’avviso ATER del 1° marzo 2024 risultava sganciato da un quadro finanziario solido, e le tariffe allora previste non potevano poggiare su basi sostenibili.
Va ricordato inoltre che, per oltre due anni, l’accesso ai fondi ministeriali è rimasto fermo, nonostante le sollecitazioni a candidare la struttura. L’ADSU, peraltro, non poteva farlo direttamente proprio perché non era il soggetto gestore, a dimostrazione di una mancata convergenza istituzionale anche all’interno dello stesso schieramento di governo regionale.
Lo stesso vale per la questione dell’accessibilità: ciò che in passato veniva indicato come un limite della struttura, oggi viene improvvisamente descritto come un punto di forza. In realtà, soluzioni per migliorare i collegamenti erano già state discusse, anche con il contributo del Comune e dell’Università. Il problema non era la posizione, ma la volontà di rendere davvero operativa la struttura.
Infine, un dato dirimente: l’apertura viene oggi collocata tra maggio e giugno 2026. Questo conferma che tutto ciò che è stato fatto prima non ha prodotto un’apertura effettiva, e che le responsabilità amministrative del passato non vengono cancellate da un annuncio sul futuro.
Lo diciamo con chiarezza e senza ambiguità:
– bene che si torni alla funzione originaria della Casa dello Studente;
– bene l’obiettivo dell’apertura;
– ma l’apertura deve essere completa, strutturale e coerente con il diritto allo studio, non parziale né simbolica.
Il lavoro di verifica e trasparenza svolto in questi mesi dal consigliere Paolucci, dal Pd Chieti e dai Giovani Democratici ha contribuito a cambiare indirizzo e a riportare il tema nel suo perimetro corretto. Ora serve l’ultimo passaggio di serietà istituzionale: una convenzione chiara con l’ADSU, la revisione del D.Lgs.vo 68/2012 e dunque dei criteri del principio di libera scelta, un numero adeguato di posti realmente destinati agli studenti, un quadro normativo e finanziario stabile.
Smettiamo gli annunci e diamo vita alla Casa dello Studente con atti coerenti e responsabilità, fino in fondo.

Partito Democratico Abruzzo
Il Capogruppo in Regione
Silvio Paolucci
Partito Democratico di Chieti
Il Segretario 
Gianmarco Pescara
Partito Democratico di Chieti
La Vice Segretaria
Aurora Bruno 
Partito Democratico Abruzzo
Il Capogruppo in Comune
Paride Paci