Venerdì, 6 Febbraio 2026 Abruzzo

L'atto aziendale della ASL di Teramo bocciato per la tera volta

Pepe attacca la Regione: "La sanità mortificata dal 2023"

 “Nonostante le ripetute rassicurazioni fornite nelle ultime settimane dai Consiglieri regionali di centrodestra e dagli Assessori regionali del territorio teramano, notizie giornalistiche e indiscrezioni attendibili provenienti dagli uffici sanitari della Regione riferiscono di una ulteriore bocciatura dell’atto aziendale della ASL di Teramo”: lo scrive in una nota il Consigliere regionale di opposizione, Dino Pepe.

“Nel dicembre 2023 la maggioranza di Marsilio approva la legge di riordino della Rete ospedaliera con il voto favorevole di D’Annuntiis e Di Matteo. Tutto ciò che accade oggi è diretta conseguenza di quella legge. In quel preciso momento tutti i Consiglieri di maggioranza si piegarono alle decisioni di  Marsilio e della Verì.  In quel preciso momento scelsero di non difendere la sanità teramana. Oggi fatichiamo a credere a prese di posizione e distinguo.

Siamo alla terza stesura e alla terza bocciatura.  La Regione boccia ripetutamente se stessa!” aggiunge Dino Pepe. “Arriva, quindi, la conferma della decisione di non concedere l’Unità Operativa Complessa al reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Mazzini e di eliminare la Unità Operativa Complessa di Chirurgia del Val Vibrata, scelte che penalizzano in modo grave e ingiustificato il sistema sanitario provinciale” sottolinea ancora Pepe.

“Si tratta di decisioni che smentiscono clamorosamente gli impegni assunti pubblicamente e che confermano un progressivo ridimensionamento della sanità teramana, già duramente colpita negli ultimi anni da tagli, carenze di personale e riduzione dei servizi. La mancata attribuzione delle Unità Operative Complesse non rappresenta soltanto un danno sul piano organizzativo, ma incide direttamente sulla qualità dell’assistenza, sulla capacità di attrarre professionalità qualificate e sulla possibilità di rispondere in modo efficace ai bisogni di salute del territorio”.

“La sanità teramana continua così a essere mortificata, mentre i cittadini di questa provincia vengono progressivamente depauperati di servizi e prestazioni sanitarie fondamentali, con inevitabili ricadute sui tempi di cura, sulla mobilità sanitaria passiva e sul diritto costituzionale alla tutela della salute. Una situazione che appare ancora più inaccettabile se si considera il ruolo strategico che strutture come il Mazzini e l’ospedale del Val Vibrata svolgono per un bacino di utenza ampio e complesso”, prosegue il Consigliere.

“La decisione, l’anno scorso, di eliminare la UOC di Ginecologia a Sant’Omero ha già prodotto un calo di 80 parti, quanti danni produrranno queste nuove soppressioni? Di fronte a questo scenario, è necessario fare immediata chiarezza sulle reali intenzioni della Regione e assumere decisioni che tutelino il territorio teramano, garantendo pari dignità e pari opportunità rispetto alle altre province abruzzesi. Non sono più accettabili rinvii, ambiguità o promesse smentite dai fatti: servono atti concreti e scelte coerenti a difesa della sanità pubblica e dei diritti dei cittadini”, conclude  Pepe.