Venerdì, 6 Febbraio 2026 Abruzzo

La CGIL, “La Regione Abruzzo sempre dietro nei servizi per l'infanzia”

Resi noti i dati presentati dall’Istat sull’ “Offerta dei Nidi e servizi integrativi per la prima infanzia"

”I dati presentati il 3 febbraio scorso dall’Istat sull’ “Offerta dei Nidi e servizi integrativi per la prima infanzia per l’anno educativo 2023/2024” confermano le preoccupazioni e le rivendicazioni della Cgil Abruzzo Molise: nonostante l’ulteriore calo delle nascite abbia ridotto il divario tra la disponibilità di servizi educativi e il numero di bambini e bambine nella fascia 0-2 anni, in Abruzzo siamo ancora ben al di sotto dell’obiettivo del 33%”. Lo si legge in una nota della Cgil-Abruzzo Molise.

“Va ricordato che  il target europeo sul tasso di frequenza fissato per il 2010 è del 33% mentre quello fissato per il 2030 punta al 45%. Siamo al paradosso: un Governo e che fa propaganda assordante sul contrasto alla denatalità, assieme ad una Regione che punta ad invertire la tendenza demografica negativa, non muovono un dito per garantire ai bambini e alle bambine di questo Paese il diritto a percorsi educativi sin dai primissimi mesi di vita”.

“Le diseguaglianze territoriali nella disponibilità di posti sono ormai cristallizzate da anni e l’Abruzzo con altre sette regioni non arriva ancora al 33% nel rapporto posti/bambini. Se da un lato c’è un problema di posti insufficienti, altrettante criticità si riscontrano nella spesa a carico delle famiglie che sostengono quote di compartecipazione spesso troppo alte, rette che, nonostante i bonus, per molti nuclei non sono sostenibili e condizionano la scelta di affidamento dei bambini ai nidi. Alla carenza di posti, ai costi elevati dei servizi, ai divari territoriali si somma un ulteriore problema: la presenza di liste d’attesa consistenti e la tendenza all’aumento della domanda da parte delle famiglie che non viene soddisfatta dalla capacità ricettiva del sistema educativo per la prima infanzia. Eppure l’attivazione dei servizi per l’infanzia farebbe aumentare l’occupazione femminile, fanalino di coda in Europa, perché libererebbe tempo alle mamme per  lavorare, e perché la manodopera di quei servizi è prevalentemente donna”.

“A completare il quadro ci sono i troppi ritardi nella realizzazione dei progetti del PNRR: a pochi mesi della scadenza è stato speso in Abruzzo solo il 38,7 % dei 214.454.968 di euro di finanziamenti per asili nido e scuole dell’infanzia, e solo il 4,5% delle opere risulta completato (dati REGIS ottobre 2025). In questo scenario di ritardi nella realizzazione delle opere, risulta sempre più difficile credere che si possa riuscire a terminare tutti i lavori per collaudare le strutture entro giugno 2026, data prevista per la scadenza definitiva. Anche su questo fronte Governo ed enti locali sembrano piuttosto distratti. Da qui al 2030 il tempo c’è per invertire la tendenza e centrare l’obiettivo del 45% di posti per asilo nido per ogni 100 bambini. Ma occorre la volontà politica di realizzarlo”.