Sabato, 31 Gennaio 2026 VastoTAR, sentenza shock, “Gare in 30 giorni, assossato il rinvio al 2027 del Comune di VastoIrruzione sulla battaglia oramai annosa dell’applicazione in Italia e in Abruzzo della direttiva Bolkestein“Il Comune di Vasto indica, senza ulteriori differimenti, le procedure di evidenza pubblica per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime”, entro 30 giorni, perché l’approvazione definitiva del Piano del demanio marittimo comunale e del Piano di assetto naturalistico non posso essere motivo di un rinvio. Una ordinanza pesantissima, quella del Tribunale amministrativo regionale (Tar) per l’ Abruzzo del 20 gennaio, che irrompe sulla battaglia oramai annosa dell’applicazione in Italia e in Abruzzo della direttiva Bolkestein che impone gare europee per le concessioni balneari, senza più proroghe e dilazioni a favore degli attuali titolari, e contro cui il governo del centrodestra di Giorgia Meloni ha ingaggiato una battaglia al fianco dei balneatori che temono che con le gare non potranno competere con le grandi multinazionali del turismo. Ma come questa stessa ordinanza rivela, a cercare di fare melina è anche una amministrazione di centrosinistra, guidata da Francesco Menna del Partito democratico, che è anche presidente della Provincia di Chieti, che aveva provato a posticipare le gare, approvando il 26 giugno dello scorso anno una delibera volta a fornire al dirigente competente le linee guida per la futura gestione del demanio marittimo comunale, per l’assegnazione, in concessione pluriennale, di tutte le aree destinate a concessioni turistico, ricreative, a carattere sportivo, sociale, culturale e ricettive. Entro il 30 settembre 2027, con la conseguenza che prima di tale data, non sarebbe stata possibile alcuna gara. A fare ricorso è stata però l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, sostenendo che l’atto in questione ha natura di “mero atto di indirizzo politico-programmatico”, volto a fornire al dirigente competente le linee guida per la futura gestione del demanio marittimo comunale, che dunque non può determinare proroghe o sospensioni di procedimenti specifici. Il Tar, con presidente Paolo Passoni, ha accolto il ricorso dell’Autorità garante, e ha sospeso l’efficacia dell’atto impugnato, ordinando “al Comune di Vasto di indire, senza ulteriori differimenti, le procedure di evidenza pubblica per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative”. Ha dunque fissato il 10 aprile prossimo l’udienza per la trattazione di merito. Ora il Comune di Vasto potrà fare ricorso al Consiglio di Stato, oppure fare le gare entro il 20 febbraio. Molto più probabile la prima ipotesi. Il Tar sostiene che l’Autorità garante ha ragione nel pretendere “l’osservanza delle previsioni normative di matrice eurounitaria poste a tutela della concorrenza, che impongono l’immediata indizione di procedure selettive pubbliche aperte al mercato e trasparenti per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime”. La tesi del Comune di Vasto invece non può essere condivisa, in quanto l’atto impugnato, se all’apparenza sembrerebbe coerente con i principi comunitari posti a tutela della concorrenza, visto che invita il competente ufficio ad espletare le procedure competitive per l’assegnazione delle concessioni demaniali, nella sostanza “risulta elusivo di detti principi dal momento che subordina illegittimamente lo svolgimento delle gare alla conclusione di un subprocedimento” Proceduta burocratica per la quale, si aggiunge, “non vi è data certa”, e “che costituisce un ingiustificato ostacolo procedimentale con l’obiettivo di procrastinare ulteriormente lo svolgimento delle gare sino al 30 settembre 2027 e di prorogare le concessioni in essere. La deliberazione del Comune di Vasto, insomma, “si pone in distonia con i principi comunitari in materia di concorrenza in quanto subordina lo svolgimento delle procedure di evidenza pubblica per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime. In conclusione il Tar impone al Comune di Vasto di procedere all’indizione “di una trasparente, imparziale e non discriminatoria procedura selettiva, senza alcuna ulteriore dilazione, comunque nel termine perentorio di giorni trenta (30), decorrente dalla comunicazione in via amministrativa, ovvero – se anteriore – dalla notifica, a cura di parte, della presente ordinanza”. Sulla vicenda delle concessioni demaniali, è intervenuto ancora nei giorni scorsi Antonio Capacchione, presidente nazionale del Sib, il sindacato italiano dei balneari di Fipe Confcommercio, che nel ricordare che “l’unico settore economico dinamico del nostro Paese è il turismo, e il turismo significa spiagge”, ha formulato l’ennesimo appello a governo Meloni: “tra due mesi c’è Pasqua che costituisce l’inizio della stagione balneare. Dobbiamo trovarci pronti. Per trovarci pronti il governo deve fare due cose. Primo dare certezza di durata delle concessioni demaniali perché senza una durata delle concessioni demaniali tutto il resto non ha senso. Non possiamo stipulare mutui, perché se andiamo in banca ci fanno una bella risata. Non possiamo ottenere finanziamenti perché non abbiamo una continuità aziendale. Questo non è un problema di distanziamento economico, è un problema semplicemente normativo, che il Governo deve fare subito, prima del consiglio dei ministri”. Filippo Tronca Pubblicato da Abruzzoweb |
