Domenica, 18 Gennaio 2026 Abruzzo

Rigopiano: sono trascorsi 9 anni da quella immane tragedia

"Ferita aperta e sanguinante". Cerimonia oggi a Farindola

"Una ferita aperta e sanguinante" per i familiari delle vittime, che a nove anni di distanza continua a interrogare coscienze e istituzioni.

Oggi Farindola (Pescara) torna a fermarsi per ricordare la tragedia di nove anni fa, quando il 18 gennaio 2017 l'Hotel Rigopiano venne travolto e devastato da una valanga, spazzando via 29 vite.

La commemorazione del disastro di Rigopiano prenderà il via alle 15 con una fiaccolata verso l'obelisco, con partenza dalla fontana. Un cammino silenzioso e simbolico, che accompagnerà i partecipanti nel cuore del sito del dramma. Alle 15.45 è previsto l'alzabandiera, scandito dal silenzio suonato dalla tromba.

Seguirà la deposizione di fiori e piante. Alle 16.15 sarà celebrata la messa all'interno del sito. Subito dopo verranno scanditi uno ad uno i 29 nomi delle vittime: un momento tra i più intensi, accompagnato dalla deposizione di 29 rose bianche, simbolo di purezza e memoria. Alle 16.49 risuonerà il ''Signore delle Cime'', intonato dal Coro Pacini di Atri, diretto dal maestro Giulia Bascelli. La commemorazione si concluderà con il rilascio di 29 palloncini bianchi nel cielo di Rigopiano.

Intanto continua il complesso iter giudiziario legato al disastro. La vicenda è giunta all'appello bis, in corso a Perugia. Su 30 imputati, tra rappresentanti di Regione, Provincia, Prefettura, Comune di Farindola e altri enti, in primo grado a Pescara, con rito abbreviato, vennero condannati soltanto in cinque.

L'appello all'Aquila aggiunse due condanne, fra cui quella dell'allora prefetto Francesco Provolo per falso, poi passata in giudicato.

Successivamente la Corte di Cassazione ha annullato le condanne rinviando tutto alla Corte umbra, riaprendo le posizioni, per la mancata approvazione della Carta valanghe, di sei funzionari regionali, accusati di disastro colposo e assolti nei precedenti gradi di giudizio.

LE VITTIME

Claudio Baldini (40 anni) e la moglie Sara Angelozzi (40 anni) di Atri (Teramo); Luciano Caporale (54 anni) e la moglie Silvana Angelucci (46 anni) entrambi parrucchieri di Castel Frentano (Chieti); Valentina Cicioni (32 anni), di Monterotondo (Roma), infermiera al Gemelli, era con il marito Giampaolo Matrone, rimasto ferito ma estratto vivo dalle macerie; Sebastiano Di Carlo (49 anni) ristoratore di Loreto Aprutino e la moglie Nadia Acconciamessa (47 anni) pescarese. Il loro figlio, Edoardo, si è salvato; Domenico Di Michelangelo (41 anni), poliziotto di Osimo e la moglie Marina Serraiocco (36 anni), anche lei di Osimo. Il loro figlio, Samuel, si è salvato; Piero Di Pietro (53 anni) allenatore di calcio, e la moglie Rosa Barbara Nobilio (51 anni), venivano da Loreto Aprutino; Stefano Feniello (28 anni) di Valva (Campania) ma residente a Silvi Marina. La sua fidanzata, Francesca Bronzi, si è salvata; Marco Tanda (25 anni), pilota di aereo di Macerata, e la fidanzata Jessica Tinari (24 anni) di Vasto; Foresta Tobia (60 anni) dipendente dell’agenzia delle Entrate e la moglie cinquantenne Bianca Iudicone di Montesilvano; Marco Vagnarelli (44 anni) e la compagna Paola Tommasini (46 anni), di Castignano (Ascoli); il proprietario dell’hotel Roberto Del Rosso (53 anni); il maitre dell’hotel Alessandro Giancaterino (42 anni) di Farindola; il receptionist Alessandro Riccetti (33 anni) di Terni; il receptionist Emanuele Bonifazi (32 anni), di Pioraco (Macerata); il cameriere Gabriele D’Angelo (31 anni), di Penne (Pescara); la cuoca Ilaria De Biase (22 anni) di Chieti; Marinella Colangeli (32 anni), di Farindola (Pescara) gestiva la Spa dell’hotel; Cecilia Martella (24 anni), di Atri, lavorava nel centro benessere; Linda Salzetta (31 anni), di Farindola, lavorava nel centro benessere. Suo fratello Fabio si è salvato perché si trovava fuori dall’hotel al momento della valanga; Luana Biferi (30 anni), giovane calciatrice, lavorava nello staff, di Bisenti (Teramo);  il tuttofare Dame Faye (30 anni), rifugiato senegalese.

I SUPERSTITI

Due persone si sono salvate perché al momento della slavina si trovavano all’esterno dell’albergo: Giampiero Parete, l’ospite che  ha dato l’allarme; il tuttofare dell’hotel, Fabio Salzetta, anche lui fuori dall’albergo. Dalle macerie i vigili del fuoco hanno poi estratto vive, tra la giornata di venerdì 20 e l’alba di sabato 21 gennaio, 9 persone: la moglie di Parete, Adriana Vranceanu e i due figli, il piccolo Gianfilippo e Ludovica; i due bambini Edoardo Di Carlo e Samuel Di Michelangelo; Giampaolo Matrone; Vincenzo Forti; Francesca Bronzi; Giorgia Galassi.