Giovedì, 15 Gennaio 2026 Molise

L'ospedale di Agnone attira medici con affitti, teatro e sosta gratis

L’amministrazione comunale ha approvato un pacchetto d’incentivi che dovrebbe portare nuovo personale

ancano i medici e i Comuni stanno cercando di attrarre i camici bianchi  attraverso incentivi economici aggiuntivi. Ad Agnone, la cittadina molisana sulla quale gravitano molti utenti dell’Alto Vastese, l’amministrazione comunale ha approvato un pacchetto d’incentivi che dovrebbe portare nuovo personale.

La decisione è stata accolta favorevolmente non solo dall’utenza molisana, ma anche da quella abruzzese. Agnone per i residenti di Castiglione Messer Marino, piuttosto che da Schiavi d’Abruzzo o Torrebruna, potrebbe essere una valida alternativa a Vasto. Il Comune sta cercando di risolvere la crisi del personale medico e migliorare l’efficienza del sistema sanitario attraverso la creazione di incentivi economici per attrarre medici.

Stamane, sull’argomento, il quotidiano dell’Abruzzo Il Centro, a firma di Paola Calvano, ha pubblicato un ampio servizio.

Nello specifico il Comune di Agnone ha approvato un pacchetto di incentivi per i medici che sceglieranno di lavorare all’ospedale “San Francesco Caracciolo”. Questi incentivi mirano a contrastare la carenza di personale sanitario e a rendere più attrattiva la permanenza dei professionisti sul territorio. Tra le misure previste, ci sono un contributo fino a 4.000 euro annui per sostenere il pagamento dell’affitto, la copertura del 50% delle spese per le utenze domestiche, l’uso gratuito delle strutture sportive comunali, l’accesso senza costi ai corsi e agli eventi culturali organizzati dal Comune, un abbonamento omaggio alla stagione teatrale dell’Italo Argentino e l’esonero dal pagamento dei parcheggi sulle strisce blu. A parere del comune molisano gli incentivi sarebbero un investimento per tutelare la dignità e il diritto alla salute sia degli utenti che dei sanitari. La decisione presa ora ad Agnone la scorsa estate era stata suggerita anche dal personale dell’ospedale San Pio, spesso al collass