Domenica, 11 Gennaio 2026 Abruzzo

UNIVERSITÀ CHIETI: VINTO BANDO DA 1,5 MLN

SINJARI, “PROGETTO INNOVATIVO PER CURA PARADONTITE”

 Prestigioso riconoscimento per l’Università D'Annunzio di Chieti: Bruna Sinjari,   professoressa associata di Malattie odontostomatologiche in Odontoiatria e Protesi dentaria e presidente del corso di studio di Logopedia, è risultata vincitrice del bando Fondo Italiano per la Scienza, nella categoria Consolidator Grant.

E’ la prima volta che l’ateneo dannunziano, di cui è rettore Liborio Stuppia, vince in questa categoria, con un progetto per la cura della paradontite, con lo sviluppo di una membrana innovativa, e il bando metterà ora a disposizione 1,5 milioni di euro, che saranno investiti non solo in strumentazione ma anche per la creazione di nuovi posti di lavoro.

Del resto fiore all'occhiello dell'ateneo è la Clinica odontoiatrica, fondata nel 1998, con sede nel nuovo polo didattico in via dei Vestini 31 a Chieti Scalo, diretta da Sergio Caputi, ex rettore e professore ordinario di Protesi dentaria, e risultata essere la prima in Italia, e nella fascia dal 100° al 150° nel mondo, nella prestigiosa classifica per il 2024 dell'Academic Ranking of World Universities.

Il progetto, spiega la professoressa Sinjari ”riguarda la parodontite, una malattia molto diffusa che colpisce le gengive e i tessuti di supporto dei denti portando alla loro perdita,  spesso non si considera quanto possa incidere sulla salute generale. Oggi sappiamo che, questa malattia, ovvero l’infiammazione cronica del cavo orale è collegata a patologie importanti come diabete, malattie cardiovascolari e persino complicanze in gravidanza. Da questa consapevolezza nasce il progetto di ricerca che ha ottenuto questo importantissimo finanziamento".

"L’obiettivo -  entra nel merito la docente -, è sviluppare una membrana innovativa, realizzata con materiali naturali, arricchita con sostanze antinfiammatorie e antiossidanti e con componenti di origine naturale, in grado non solo di contrastare i batteri responsabili della parodontite, ma anche di rafforzare le difese dell’organismo. In altre parole, non si punta solo a “combattere i germi”, ma a creare le condizioni perché il corpo possa difendersi meglio e guarire più efficacemente".

Il progetto prevede diverse fasi di studio, dalla scelta dei composti più efficaci fino alla loro applicazione su modelli cellulari umani, per valutarne sicurezza ed efficacia. Questo permetterà di sviluppare soluzioni concrete e potenzialmente applicabili nella pratica clinica quotidiana.

Un aspetto particolarmente importante è che questa tecnologia potrebbe trovare applicazione anche oltre l’odontoiatria, ad esempio in ambito ortopedico o nella chirurgia rigenerativa, aprendo nuove prospettive terapeutiche. Allo stesso tempo, rappresenterà un’opportunità significativa per il territorio, perché permette di attrarre risorse, formare giovani ricercatori e sviluppare innovazione con ricadute dirette sulla salute dei cittadini.