Mercoledì, 7 Gennaio 2026 Abruzzo

Sopralluoghi in Chiesa Piazza d'Armi. Il caso finisce in Parlamento

Pezzopane, "destra disumana, persone al freddo senza nulla"

Questa mattina la Polizia municipale dell'Aquila ha effettuati un sopralluogo nella chiesa di San Bernardino di piazza d'Armi, dopo la proposta di ospitarvi per la notte 24 migranti che da settimane dormono all'aperto, con temperature anche sotto lo zero. Sono previste verifiche tecniche funzionali anche alla riacquisizione della struttura nel patrimonio del Comune.

Il passaggio segue una riunione in Prefettura e riapre il fronte tra gestione dell'emergenza e rispetto delle regole.

Sulla struttura in questione pende, infatti, un'ordinanza di demolizione alla luce della sentenza n. 2113/2025 del Consiglio di Stato, in relazione alla cessazione delle funzioni di emergenza post-sisma, ma le associazioni che vi operano chiedono di preservarla per l'accoglienza e per le cerimonie cattoliche e ortodosse, attraverso una convenzione.

La vicenda ha assunto un rilievo politico. Bufera sull'assessore comunale leghista dell'Aquila, Francesco De Santis, dopo che ha intimato il Movimento celestiniano a non ospitare una ventina di migranti senza tetto, visto il freddo che attanaglia la città, nella chiesa di Piazza d'Armi, per l'assessore abusiva. E che ho oggi ha provocatoriamente invitato il Pd ad ospitare i migranti nella loro sede di partito.

Il Pd dell'Aquila, in un comunicato, chiede di aprire la chiesa ai migranti "almeno per le prossime notti" oppure di individuare immediatamente soluzioni alternative, indicando anche spazi pubblici inutilizzati come l'ex asilo di viale Duca degli Abruzzi. Annunciata, inoltre, la predisposizione di un atto parlamentare da parte del senatore Michele Fina.

Critiche arrivano anche da Sinistra italiana, che denuncia l'assenza in città di un dormitorio pubblico e accusa il Comune di non aver avanzato proposte concrete per garantire un ricovero temporaneo a chi dorme per strada.

I consiglieri comunali di minoranza Paolo Romano e Lorenzo Rotellini contestano l'impostazione della vicenda, ricordando precedenti indirizzi del Consiglio comunale orientati a una soluzione condivisa e giudicando "incomprensibile" che a intervenire sia stato l'assessore all'Urbanistica e non quello alle Politiche sociali. Intervento in favore dell'accoglienza anche da parte del consigliere Alessandro Tomassoni, mentre la vicenda continua ad alimentare reazioni sui social.

PEZZOPANE: DESTRA IMBARAZZANTE, RIPUDIA VALORI CRISTIANI"

"La destra aquilana continua a dimostrarsi imbarazzante: invece di affrontare i problemi reali della città, se la prende con i più deboli – persone che fuggono da guerre e miseria – e con chi, ispirandosi ai valori cristiani e al messaggio del Vangelo, cerca di offrire aiuto e accoglienza".

Così in una nota la consigliera del Pd, Stefania Pezzopane

Il messaggio di Cristo è chiaro: dare da mangiare agli affamati, accogliere lo straniero, prendersi cura degli ultimi. Evidentemente, per qualcuno il catechismo è stato dimenticato.
Secondo gli amministratori comunali di destra, a L'Aquila non deve esistere una struttura di accoglienza.

Non si può utilizzare la chiesa di San Bernardino perché "non autorizzata". Ma allora qual è la soluzione? Cosa sta facendo il Comune per affrontare l'emergenza freddo e la condizione dei senza fissa dimora? Si pensa davvero che lasciare le persone per strada, al gelo, sia una risposta accettabile? O che intasare il pronto soccorso con persone malate e disperate risolva il problema?

Basta comunicati e propaganda: servono atti amministrativi concreti. Per questo ho chiesto al Presidente Frullo di convocare immediatamente la riunione della Terza Commissione consiliare, alla presenza degli assessori competenti, affinché si affronti e si risolva il problema nelle sedi istituzionali deputate, invece di continuare a inondare le redazioni di comunicati stampa, peraltro spesso contraddittori tra loro.

Ad oggi, l'unico atto prodotto dall'amministrazione è un ordine di demolizione per la chiesa di San Bernardino, una struttura realizzata nel post-terremoto proprio per accogliere i più fragili. Un fatto grave e simbolicamente devastante per una città che si definisce Capitale italiana della Cultura.

Dopo tre anni di governo Meloni e otto anni di amministrazione Biondi, la situazione sociale a L'Aquila è nettamente peggiorata. In un Paese normale si costruirebbe un sistema di accoglienza dignitoso e utile anche alla comunità: assistenza, formazione, avviamento al lavoro, regole chiare, gestione rigorosa e, quando necessario, anche espulsioni. Umanità e legalità possono e devono convivere.

La destra aquilana sa che il governo Meloni, con il decreto flussi, ha previsto 500 mila ingressi per lavoro tra il 2026 e il 2028? Quanti di questi lavoratori sono previsti a L'Aquila? In quali settori? Con quali percorsi di accoglienza e integrazione? Nessuna risposta.

Il dormitorio pubblico non è una concessione ideologica: è una soluzione adottata in centinaia di città italiane, anche governate dalla destra. In Abruzzo esistono esempi concreti come Pescara e Giulianova, dove strutture pubbliche rispondono a bisogni reali senza creare alcun allarme sociale.
La destra ha vinto le elezioni promettendo sicurezza e blocco dell'immigrazione, promesse che non solo non sono state mantenute, ma smentite dai fatti: i flussi sono aumentati. Intanto, 670 milioni di euro vengono spesi nei centri in Albania, mentre si continua a ignorare il dramma dei senza fissa dimora, del disagio sociale e psichico, e la necessità di allontanare i soggetti realmente pericolosi.

Lasciare un migrante per strada è davvero più sicuro che inserirlo in un circuito di accoglienza ordinata e controllata? Le cosiddette "zone rosse" e i DASPO urbani servono solo a spostare il problema dagli occhi dei cittadini, parlando alla pancia dell'elettorato, senza risolvere nulla.
E infine la questione morale. In una città che celebra la Perdonanza e richiama la figura di Celestino V, che senso ha riempirsi la bocca di fede, salire sui palchi con papi, cardinali e vescovi, e poi negare un riparo a chi rischia di morire di freddo?

Perché rifiutare la proposta, semplice e umile, di aprire in emergenza la chiesa di San Bernardino per accogliere i rifugiati? Perché minacciare la demolizione di una chiesa nata per accogliere i più fragili?

Il Vangelo è inequivocabile: "Ero straniero e mi avete accolto". A L'Aquila, invece, per questa destra la Chiesa non accoglie, non scalda, non nutre, non salva. Serve solo per esibizione e propaganda. Né buoni amministratori, né buoni cristiani".

DE SANTIS, "IL PD BOCCHEGGIANTE OSPITI MIGRANTI NELLA SUA SEDE"

"Il boccheggiante Partito Democratico, che con un’arroganza degna di miglior causa, si é fatto promotore di nobili proclami e presunte celestiniane intenzioni, é nelle condizioni di essere coerente con quello che propone: apra la propria sede di partito in Via Paganica, in pieno centro storico. Sono oltre 150 mq riscaldati e accoglienti, nei quali potranno ospitare per le prossime notti tutti i richiedenti asilo che vorranno”.

Questa la replica dell'assessore comunale leghista dell'Aquila, Francesco De Santis, al fuoco di file di polemiche dopo che ha intimato il Movimento celestiniano a non ospitare una ventina di migranti senza tetto, visto il freddo che attanaglia la città, nella chiesa di Piazza d'Armi, per l'assessore abusiva.

“Basta strumentalizzare la sofferenza - aggiunge De Santis -. Il Comune dell’Aquila ha una posizione chiara: l’ex chiesa in Piazza D’Armi non ha alcun titolo per diventare un dormitorio e non permetteremo che una struttura destinata alla demolizione venga occupata abusivamente per riempirla di richiedenti asilo. La gestione dell’immigrazione non é di nostra competenza, mentre é nostra responsabilità garantire sicurezza e legalità nella nostra città. Noi gestiamo già, con non poche difficoltà, le strutture per i minori".