Martedì, 6 Gennaio 2026 Abruzzo

Aral, Cgil Cisl e Uil Funzione pubblica: "Servono certezze, non rassicurazioni generiche"

Il commento dei sindacati intervenendo sul dibattito legato alla nascita dell’Aral

«Respingiamo con fermezza la ricostruzione fornita dall’assessore regionale al Lavoro, Tiziana Magnacca, sul percorso che ha portato all’istituzione dell’Agenzia regionale Abruzzo Lavoro». A dirlo sono Luca Fusari, Vincenzo Mennucci e Antonio Di Giammartino, rispettivamente segretari generali di Fp Cgil Abruzzo Molise, Cisl Fp Abruzzo Molise e coordinatore regionale Uil Fpl Abruzzo, intervenendo sul dibattito legato alla nascita dell’Aral.

Secondo i rappresentanti sindacali, il confronto con le organizzazioni dei lavoratori «non può essere considerato né compiuto né soddisfacente», soprattutto alla luce degli emendamenti approvati in Consiglio regionale che «hanno modificato in maniera sostanziale l’impianto originario della legge, incidendo direttamente sulle condizioni di lavoro, sulle prospettive professionali e sulle tutele del personale coinvolto».

Modifiche che, sottolineano, sarebbero state introdotte «senza un reale e preventivo confronto sindacale», alimentando «legittime preoccupazioni tra le lavoratrici e i lavoratori». I sindacalisti ricordano inoltre che gli impegni assunti dalla Giunta regionale, sia durante il confronto sindacale sia in audizione in Commissione consiliare, erano chiari: «Assicurare a tutto il personale coinvolto nell’istituzione dell’Aral il diritto di scelta tra il transito nella nuova Agenzia o la permanenza in Regione».

«Non bastano rassicurazioni generiche sul mantenimento del contratto regionale o su futuri margini di miglioramento demandati alla contrattazione decentrata», ribadiscono Fusari, Mennucci e Di Giammartino. «Servono invece garanzie chiare, scritte e verificabili, a partire dalla piena salvaguardia dei trattamenti normativi ed economici e da una definizione trasparente dell’organizzazione del lavoro nella nuova Agenzia. Un’organizzazione che non può essere decisa a colpi di emendamenti in Consiglio regionale, in violazione degli accordi intercorsi con il sindacato».

Nel comunicato viene giudicato «strumentale» anche il richiamo ad altre vertenze occupazionali, come quella del settore automotive. «La difesa dei diritti dei lavoratori pubblici, la qualità dei servizi ai cittadini e le rivendicazioni del settore privato non sono in contraddizione, ma procedono insieme: un servizio pubblico efficiente si costruisce solo attraverso il rispetto del lavoro e della professionalità di chi lo garantisce ogni giorno».

I segretari invitano quindi l’assessore «a concentrarsi sulle proposte di risoluzione delle crisi occupazionali, invece di alimentare contrasti strumentali o dispensare consigli su come gestire le assemblee del personale», auspicando che «questa non sia la linea politica della Giunta regionale».

Infine, l’attenzione si sposta sull’assemblea dell’8 gennaio. «Non può ridursi a un momento meramente informativo calato dall’alto», affermano i sindacati, «ma deve rappresentare l’avvio di una mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori dei Centri per l’impiego, finalizzata a ripristinare il tenore della legge e a restituire certezze al personale interessato».

Cgil, Cisl e Uil Funzione pubblica ribadiscono infine l’impegno a «continuare a esercitare il proprio ruolo di rappresentanza con responsabilità, determinazione e trasparenza, nell’esclusivo interesse delle lavoratrici e dei lavoratori e della qualità del servizio pubblico».