Venerdì, 29 Agosto 2025 Molise

Sulla vicenda Stellantis dura presa di posizione del Vescovo Claudio Palumbo

"Basta precariato. Non si può vivere nell’ansia per un lavoro"

«Il lavoro è per l’uomo, non l’uomo per il lavoro». Parte da questa ferma convinzione l’intervento del vescovo di Termoli-Larino, monsignor Claudio Palumbo, che, a nome dell’intera Chiesa Diocesana, ha voluto esprimere piena vicinanza e solidarietà ai lavoratori dello stabilimento Stellantis di Termoli e dell’intera filiera automotive. Una presa di posizione netta, maturata alla luce del recente annuncio dell’azienda: il rinnovo della cassa integrazione per tutti i dipendenti, dal 1° settembre 2025 fino al 31 agosto 2026.

Una decisione che, secondo il vescovo, non può lasciare indifferenti. «Il momento che i lavoratori stanno vivendo, insieme alle loro famiglie, è particolarmente drammatico» scrive Palumbo, evidenziando come il ricorso record alla cassa integrazione, la produzione ai minimi storici, e l’assenza di un piano industriale, nazionale ed europeo, configurino un quadro allarmante. «Il pericolo concreto – prosegue – è quello di mandare a casa migliaia di lavoratori, i più deboli e i meno garantiti».

Il vescovo lancia quindi un appello deciso alle istituzioni, locali, regionali, nazionali ed europee: «Bloccare derive pericolose e fare tutto quanto è possibile per il futuro dell’industria dell’auto, condividendo le scelte con i lavoratori e mettendo al centro delle decisioni non solo il profitto – pur lecito – ma soprattutto la dignità dei lavoratori e delle loro famiglie».

Palumbo non si limita a una semplice esortazione. Rilegge, attraverso le parole del Magistero sociale della Chiesa, le radici della crisi attuale: «All’origine delle crisi economiche che attraversiamo c’è una profonda crisi antropologica: la negazione del primato dell’essere umano. L’economia degli ultimi decenni ha ridotto il lavoratore a mero strumento, in funzione del profitto. Ma il valore e la dignità del lavoro umano stanno nel fatto che colui che lo svolge è una persona». Da qui, il riferimento diretto a San Giovanni Paolo II: «Il primo fondamento del valore del lavoro è l’uomo stesso. Il lavoro è per l’uomo, e non viceversa».

La Diocesi di Termoli-Larino si dice pronta a fare la propria parte: «Come comunità cristiane, ci impegniamo a non lasciare soli i lavoratori in questo momento così delicato e drammatico». E infine, un invito che è anche una speranza: «Se ognuno farà la sua parte, sarà restituita serenità e tranquillità a tante famiglie del Molise».