Mercoledì, 17 Agosto 2011 AbruzzoPer fronteggiare la crisi tre proposte fatte dal Consiglio ComunaleLimite di mandato per i parlamentari, aliquotaIva unica per i lavori pubblici e lavori di pubblica utilitàDi fronte ad una crisi economica globale che si sta estendendo in tutti i comparti del vivere quotidiano e morde ancor di più sugli enti locali, che devono fare fronte ai sempre minori trasferimenti da parte dello Stato centrale, il Comune di Ripa Teatina ha approvato nella scorsa seduta di Consiglio comunale tre delibere di indirizzo contenenti delle proposte concrete per andare incontro alle necessità dei piccoli Comuni e per contribuire al riavvicinamento della classe politica nazionale ai cittadini.
La prima proposta riguarda i parlamentari: il Consiglio comunale chiede che anche per essi sia introdotto il tetto massimo dei due mandati consecutivi, come i sindaci e i presidenti di Provincia, che vengano eletti secondo il sistema delle preferenze e che l'80% di essi abbiano una esperienza amministrativa locale. Inoltre, si chiede di estendere ai ministri la medesima sanzione introdotta dal Governo per quegli amministratori locali che per dolo o colpa grave abbiano provocato il dissesto finanziario dell’ente governato, ossia l’incandidabilità per dieci anni. La seconda proposta agisce sull’IVA imposta sui lavori pubblici: un’aliquota unica al 5% per tutte le opere pubbliche appaltate dai Comuni, così da favorire il rilancio degli investimenti nel settore. La terza ed ultima proposta è relativa ai lavori di pubblica utilità: si chiede la possibilità di impiegare i beneficiari delle provvidenze economiche in lavori utili per la collettività, in rapporto all'importo del contributo economico concesso e a condizione che i beneficiari siano disoccupati e abili al lavoro. «Le nostre proposte – ha spiegato il sindaco, Mauro Petrucci – sono un contributo concreto al dibattito in atto da qualche tempo nel Paese sul contenimento dei costi della politica, sulla responsabilità degli amministratori e sul reperimento di nuove risorse per gli enti locali, già troppo penalizzati dalle manovre economiche del Governo. Esse nascono dalla necessità di intercettare l'esigenza avvertita nel Paese, il quale chiede che la politica sia ripensata tanto per la questione morale che la percuote quanto per i privilegi dei quali godono i suoi interpreti. I parlamentari godono di prebende a cui non intendono rinunciare, e mentre la recente manovre finanziaria ha imposto a tutti, o quasi, dei sacrifici, i loro privilegi non sono stati intaccati, rimandando, come sempre, gli interventi al futuro. Se chiedono agli altri i sacrifici, essi per primi devono dare l'esempio. Mentre gli enti locali sono stati fortemente investiti dalla manovra finanziaria per quanto riguarda i tagli dei costi della politica, il Parlamento si è ben guardato dall'adozione di adottare analoghi provvedimenti per se stesso. Eppure ce ne sarebbero di riduzioni da effettuare". |
