Domenica, 6 Ottobre 2019 San Salvo

Parla la difesa:”I 2 carabinieri chiariranno tutto”

Fiorenzo Cieri e Alessandro Orlando chiederanno la revoca della misura cautelare al termine dell’interrogatorio di garanzia

Respingono le accuse e preparano un ricorso al Tribunale del Riesame Antonello Carnevale e Giuseppe Mancino, i due carabinieri finiti venerdi agli arresti domiciliari al termine di una inchiesta condotta dai colleghi della Dda, direzione distrettuale aquilana. Domani (o al più tardi martedì) è previsto il loro interrogatorio di garanzia. I due militari, ai domiciliari per evitare la reiterazione del reato e il possibile inquinamento delle prove per il momento non sono stati sospesi.

I difensori, gli avvocati Fiorenzo Cieri e Alessandro Orlando chiederanno la revoca della misura cautelare al termine dell’interrogatorio di garanzia e qualora non fosse concessa, si appelleranno al Riesame. I due militari dovrebbero essere ascoltati dai giudici aquilani a meno che la procura aquilana non decida di incaricare i colleghi vastesi per rogatoria.

Il maresciallo Antonello Carnevale, comandante della stazione dei carabinieri di San Salvo è accusato di peculato. Il collega Giuseppe Mancino, oltre al reato di peculato deve rispondere delle accuse di accesso abusivo del sistema informatico telematico, rivelazione del segreto istruttorio e detenzione illegale di munizioni.

“Non esiste peculato per banconote false”, affermano i difensori. E sulle accuse a Mancino, l’avvocato Cieri spiega. “La detenzione delle munizioni è l’errata interpretazione di un colloquio intercettato che il mio cliente ebbe con un parente. Le munizioni non ci sono mai state e infatti non sono state trovate nel corso della perquisizione domiciliare. Non esistono neanche le presunte rivelazioni d’ufficio. L’avvocato C.D.V, a cui Manciano avrebbe mostrato alcuni filmati riguardanti una delicata inchiesta, aveva diritto a vedere quelle immagini in quanto legale delle parti lese”.

Queste e altre argomentazioni saranno presentate ai giudici ai quali gli avvocati chiederanno anche di contestualizzare le accuse estrapolandole dall’inchiesta teatina nel corso della quale sono stati intercettati e che nulla ha a che fare con i due militari di San Salvo.

Nell’inchiesta sansalvese sono indagate altre 4 persone, l’avvocato C.D.V, la compagna di Mancino, R.T. e due amici del maresciallo, G.I. e P.L.. Dalle intercettazioni sarebbe emerso un comportamento del carabiniere ritenuto dai colleghi aquilani illegale.

“In realtà Mancino ha sempre pensato di fare il proprio dovere e avrebbe utilizzato il sistema informatico investigativo ritenendo di facesse parte del compito di un investigatore alla ricerca della verità”, afferma il difensore. Il maresciallo avrebbe poi rivelato anche alla compagna R.T., particolari su un procedimento penale. Ma anche su questo aspetto il difensore presenterà la propria versione ai giudici.

I difensori dei due carabinieri insistono nella più totale e completa innocenza dei loro assistiti di fronte alla tesi accusatoria della pubblica accusa.

“I due militari “, affermano Cieri e Orlando “confidano, quali fedeli servitori dello Stato e dell’Arma dei carabinieri alla quale hanno dedicato tutta la loro vita, nel sereno operato della magistrtura alla quale chiariranno ogni aspetto della vicenda , anche nel corso dell’interrogatorio di garanzia che avverrà fra qualche giorno. Questo nel rispetto del principio costituzionale del giusto processo, del diritto di difesa nonchè della presunzione di innocenza”. I difensori confermano di non escludere un’istanza al Tribunale del Riesame verso l’ordinanza applicativa della misura che sarà vagliata dal Tribunale della libertà dell’Aquila nei prossimi giorni. Intanto la vicenda ha provocato un vero e proprio uragano a San Salvo.

Il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, non nasconde il proprio stupore e anche un pizzico di amarezza. Nessuno in città sospettava fosse in corso un’indagine della direzione distrettuale dei carabinieri dell’Aquila e soprattutto che al centro dell’inchiesta ci fossero i due carabinieri che negli ultimi mesi hanno condotto importanti e pericolose operazioni in città e nel territorio.

“Per San Salvo”, dice Tiziana Magnacca “questa è una brutta vicenda ma la città saprà superare anche questo momento come ha sempre fatto. Ribadisco il rispetto e la fiducia mia personale e della città nell’Arma dei carabinieri. Grande è anche la stima per i due militari coinvolti. Confido nell’operato della magistratura che sono certa chiarirà presto ogni cosa”.

Nel frattempo, a coordinare l’attività dei militari della stazione di San Salvo, sarà il maggiore Amedeo Consales, comandante della Compagnia di Vasto.

Paola Calvano (Il Centro)