Domenica, 20 Febbraio 2011 Vasto

La strada del lavoro, quella che conduce alla casa circondariale di Vasto

La chiamano la "strada di nessuno" perchè nessuno se ne interessa

Da ben quattro anni, svoltando da una frenetica e dinamica statale 16,percorro quotidianamente una stretta strada della periferia vastese dalle sinuose ed avvolgenti curve che si susseguono di tanto in tanto tra canneti, vigneti e ridondanti avvallamenti. Sono l’insegnante della Casa Circondariale di Vasto e la strada in oggetto è quella di via Torre Sinello, in contrada Salotto, dove al numero 23 è ubicata la Casa Circondariale di Vasto.
In essa vi lavorano ben 120 agenti di polizia penitenziaria che quotidianamente hanno tra i molteplici compiti di sicurezza quellodelle “traduzioni”. Per “traduzioni” nel gergo militare si intendono tutti gli spostamenti di accompagnamento vigilato degli uomini detenuti con furgoni blindati, chiamati “cellulari”, per consulenze ospedaliere, udienze in tribunalee per trasferimenti in altre sedi. Nella stessa Casa Circondariale lavora, inoltre, come me, del personale civile sia impiegato negli uffici amministrativi che in attività rieducative. Ogni mattina si è costretti a fare lo slalom in una strada delimitata da entrambi i lati da aperti canali traprofonde buche e vegetazione incolta che cresce sempre più rigogliosa. Per non parlare della retrostante impercorribilestrada con ingresso dalla contrada Zimarino, cosparsa di mucchi di rifiuti e dal susseguirsi di inevitabili fosse. Fastidiosi sono i continui danni riportati alle autovetture e preoccupazione è il pericolo di incidenti su di una strada dalla non facile percorribilità.
La scorsa sera, un collega agente, nel salutarmi mi mette in guardia dicendomi: “Vai piano! La strada è buia e poco illuminata! Attenta alle buche e facile andare fuori strada!”. Ripercorrocosì la strada del ritorno con maggiore cautela nella guida ed ecco che un cinghiale sbuca da un grosso cespuglio, mi attraversa la strada. Il mio procedere èattento e cauto, sterzo leggermente e lascio passare incolume il cinghiale. Sono ferma immobile spaventata, rivivo ad occhi aperti il ricordo e la scena. Sono in una riserva naturale, certo, sono d’accordo,il cinghiale ci sta! Ma se la strada fosse più illuminata? Fortunatamente,mancava a completare la scena la buca e il canale aperto ai margini della strada.
Sono stata fortunata! Certo, ma bello sarebbe se chi di competenza, non so, Comune, Provincia, Regione, si adoperasse per il rifacimento e la messa in sicurezza di una strada che versa in uno stato pietoso e che è di pericolo per quanti, come me, la percorrono tutti i giorni per andare al lavoro.
Sentitamente,
la maestra della Casa Circondariale di Vasto
Miranda Sconosciuto