Giovedì, 5 Novembre 2026 VastoIl comitato: sì a eliminare gli esplosivi, no a riaprire l’inceneritore dalla porta di servizio"Vogliamo che quegli esplosivi spariscano dal nostro territorio, e il prima possibile"Riceviamo e pubblichiamo: Il comitato cittadino «Disarmiamoci, basta fabbriche di morte» ha scritto oggi a Prefettura, Regione, Vigili del Fuoco, ARPA e Comune dopo il comunicato con cui Arca Defense Italy chiede di riaccendere il forno dello stabilimento di contrada Termini, ex Sabino Esplodenti. Secondo l’azienda, nel sito ci sono ancora esplosivi della vecchia gestione: una parte non si potrebbe spostare e andrebbe bruciata sul posto. Vogliamo che quegli esplosivi spariscano dal nostro territorio, e il prima possibile. Ma bruciare esplosivi a ottanta metri dalle case non può diventare l’occasione per far ripartire un inceneritore autorizzato per oltre tremila tonnellate l’anno. Un’emergenza deve restare un’emergenza: si affronta una volta, sotto il controllo delle autorità, e poi il forno si spegne. Ricordiamo che dal camino di quel forno sono già uscite sostanze tipiche degli inceneritori. La Regione aveva chiesto all’azienda uno studio sulle conseguenze per l’aria e il suolo: è stato consegnato nel 2023, ma non risulta che sia mai stato esaminato. Il piano di emergenza per i cittadini risale al 2008. L’ultimo incidente, quello del 9 luglio 2026 in cui ha perso la vita Carlo Piscopo, è avvenuto durante attività di pulizia e bonifica, secondo quanto riportato dalla stampa. Anche un’operazione di messa in sicurezza, quindi, va pianificata e controllata. Per questo chiediamo: che ogni operazione nel sito, compresa la bonifica, si svolga sotto lo stretto controllo delle autorità competenti; che si bruci solo il materiale già presente, con quantità definite e una data di fine; che i cittadini sappiano cosa c’è nel sito e vengano avvisati prima di ogni accensione; che prima di riaccendere si misurino aria e suolo intorno allo stabilimento, per poter confrontare i dati di prima e di dopo, e che i risultati siano pubblici. Chiediamo infine di poter partecipare, in rappresentanza dei cittadini, ai tavoli tecnici che le istituzioni convocheranno su questo tema. Comitato cittadino «Disarmiamoci, basta con le fabbriche di morte, quanto vale una vita» Paola De Camillis portavoce del comitato |
