Giovedì, 5 Novembre 2026 Vastese

Alla Isringhausen di Atessa indetto uno scopero di 8 ore

Le maestranze chiedono “Garanzie sul futuro produttivo e occupazionale”

Sciopero di otto ore domani, venerdì 6 novembre, per chiedere risposte ufficiali e chiare sul futuro produttivo e occupazionale dello stabilimento Isringhausen di Atessa. La mobilitazione è stata proclamata a seguito dell’assemblea dei lavoratori dell'azienda.

“Chiediamo a Stellantis di fare chiarezza sul coinvolgimento di Isringhausen nella realizzazione dei sedili per il nuovo furgone e sui tempi delle decisioni attese – dicono le Rsu di Fiom, Fim e Fismic - A questo si aggiungono le voci che circolano sulla possibile perdita della commessa, che stanno alimentando preoccupazione e incertezza tra i lavoratori. Chiediamo pertanto a Stellantis di confermare o smentire ufficialmente queste indiscrezioni, mettendo fine a una situazione che non può più essere gestita attraverso rinvii e mancanza di informazioni. Chiediamo inoltre un incontro urgente con tutti i soggetti coinvolti nell’assegnazione della commessa del nuovo furgone, affinché venga fatta piena chiarezza sullo scenario industriale e sulle prospettive produttive e occupazionali del sito di Atessa”.

“Allo stesso tempo – continuano le rappresentanze sindacali - chiediamo a Isringhausen di assumersi pienamente la propria responsabilità sociale, chiarendo la propria posizione e quali iniziative intenda mettere in campo qualora venisse ufficializzata la perdita della commessa, con l’obiettivo di salvaguardare la continuità produttiva e tutti i livelli occupazionali. Come Rsu Fiom Fim e Fismic, a partire dal percorso tracciato dall’assemblea, riteniamo che le professionalità, le competenze e l’esperienza maturate dai lavoratori Isringhausen non possano essere mortificate né disperse. Il mantenimento dei livelli occupazionali deve rappresentare la priorità assoluta in ogni scenario. Per questo confermiamo la mobilitazione e chiediamo un confronto concreto con le aziende coinvolte. I lavoratori hanno diritto di conoscere il proprio futuro e di ottenere garanzie reali, non di rimanere sospesi nell’incertezza. Il lavoro, le professionalità e l’occupazione – concludono - si tutelano con risposte chiare, responsabilità e impegni concreti”.