Giovedì, 29 Ottobre 2026 AbruzzoTribunali abruzzesi a rischio chiusuraL'Avv. Braghini, “Mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata…”“Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur, mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata. È esattamente ciò che sta accadendo: mentre si consumano diatribe e si registrano inammissibilità o frenate sui testi emendativi, il tempo scorre inesorabilmente verso la scadenza del 31 dicembre, termine ultimo della proroga e baratro oltre il quale si profila la paralisi e lo spopolamento delle strutture giudiziarie”. Lo sostiene l’avvocato Salvatore Braghini, del Foro di Avezzano, dopo l’inammissibilità dell’emendamento al dl Giustizia a prima firma del deputato abruzzese Guerino Testa, di Fdi, per salvare i tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto dalla chiusura che dovrebbe scattare a fine anno.
LA NOTA Le vicende giudiziarie e legislative degli ultimi giorni tracciano un quadro di estrema incertezza per il futuro dei presidi abruzzesi”. La declaratoria di inammissibilità dell’emendamento – spiega Braghini -, formulata dal medesimo presidente di Commissione, espressione dello stesso partito di maggioranza ha fatto registrare una brusca battuta d’arresto. Con lo stop alla norma e la scadenza della proroga fissata al 31 dicembre, il rischio concreto è quello di scivolare verso una paralisi operativa o, nella migliore delle ipotesi, verso un’ennesima proroga-ponte temporanea che rinvia il problema senza mai risolverlo”. “Ci troviamo di fronte a un momento di straordinaria criticità per le sorti dei nostri presidi di giustizia. Le ultime vicende parlamentari e il dibattito politico che agita la maggioranza restituiscono l’immagine di un’azione di governo priva di un indirizzo chiaro e risolutivo. Divisioni e cortocircuiti interni rischiano di compromettere definitivamente la sopravvivenza dei quattro tribunali abruzzesi cosiddetti “minori”, che minori non sono affatto. Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur, mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata! È esattamente ciò che sta accadendo: mentre si consumano diatribe e si registrano inammissibilità o frenate sui testi emendativi, il tempo scorre inesorabilmente verso la scadenza del 31 dicembre, termine ultimo della proroga e baratro oltre il quale si profila la paralisi e lo spopolamento delle strutture giudiziarie”. Occorre uno sforzo unitario e trasversale, che sappia emanciparsi finalmente dalle logiche di parte e di partito. Questa non è, e non deve diventare, una contesa campanilistica tra costa ed entroterra, né tantomeno tra il centro, il nord e il sud Italia: la particolarità determinatasi con la salvaguardia dei tribunali abruzzesi non può in alcun modo essere accomunata alle legittime aspirazioni e aspettative di altri distretti territoriali. Non ora. Non a questo punto! La questione attiene direttamente ai tribunali subprovinciali delle due province a maggiore estensione territoriale e demografica d’Abruzzo, vale a dire L’Aquila e Chieti. Difendere i tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto significa tutelare presidi di giustizia e servizi essenziali di rango costituzionale per i cittadini. Senza di essi, la gestione della giustizia risulterà soltanto più onerosa, complessa e disagevole per l’utenza, senza alcuna garanzia di efficienza o di upgrade funzionale. Gli impegni assunti a livello regionale e dai parlamentari abruzzesi devono tradursi ora in un’azione coerente, rapida e risolutiva. Certo, una mera proroga non rappresenta la soluzione definitiva che il territorio merita e attende da anni; tuttavia, di fronte a una legislatura dal fiato corto e alle stringenti scadenze di fine anno, una nuova proroga appare al momento l’unica opzione concretamente auspicabile per evitare l’immediata paralisi delle attività. Si intervenga dunque subito per garantire almeno questa indispensabile boccata d’ossigeno, ponendo contemporaneamente le basi per quella riforma organica che sola potrà assicurare certezza e stabilità al futuro della giustizia in Abruzzo. |
