Giovedì, 29 Ottobre 2026 Abruzzo

Gli operai saliti sull'impalcatura hanno raggiunto un accordo

L'impresa committente si è fatta carico dei pagamenti bloccati

A ventiquattro ore di distanza dal dramma dei tre operai egiziani, il cantiere della ricostruzione in regime di Superbonus a Piano Grande di Torricella Sicura, in provincia di Teramo, è stato teatro di una seconda, protesta-fotocopia.

Questa mattina una decina di lavoratori italiani è salita sulla medesima impalcatura per rivendicare stipendi arretrati da circa settemila euro ciascuno.

Sul posto si è subito riaperta una serrata trattativa, stavolta condotta dal segretario generale interregionale Abruzzo-Molise della Filca Cisl, Giancarlo De Sanctis, insieme alle forze dell’ordine.

Un intervento risolutivo che ha permesso prima di far scendere gli operai dalla balconata mettendoli in sicurezza, poi di sbloccare la situazione sul piano economico.

“L’impresa committente di Torricella, Casa Attiva, coscienziosamente e pur avendo già saldato tutti gli stati di avanzamento lavori, si è fatta carico direttamente di versare un acconto immediato di 2.000 euro con bonifico a ogni singolo lavoratore”, ha spiegato De Santis.

Una scelta di responsabilità dell’azienda teramana per supplire alla totale assenza del subappaltatore di Modugno, in provincia di Bari, “completamente scomparso dalla circolazione”.

Oltre all’emergenza economica, la trattativa ha fatto emergere contorni inquietanti sulla gestione della ditta pugliese.

“Parliamo di un’azienda che non sembra affatto in regola”, ha denunciato il segretario della Filca Cisl. “Abbiamo scoperto che i lavoratori erano stati licenziati diverse settimane fa a loro insaputa, continuando a lavorare ignari di tutto. Avvieremo tutte le verifiche su Cassa Edile, Inps e Inail per rifarci sulle differenze retributive spettanti”.

L’impresa ‘Casa Attiva’ ha proposto la riassunzione diretta di tutte le maestranze edili senza più passare da intermediari, un’offerta su cui i lavoratori rifletteranno dopo aver incassato l’acconto. Un respiro di sollievo per padri di famiglia rimasti da mesi senza stipendio e fortemente indebitati, come loro stessi hanno riferito, ma il sindacato lancia un allarme sull’effetto contagio nell’intera provincia.

“La ditta barese ha altri cantieri nel Teramano e molti edili, compresi altri operai del gruppo egiziano ripartiti ieri, si trovano nelle stesse condizioni. Il rischio che simili proteste estreme si ripetano nelle prossime ore è purtroppo concreto”.