Mercoledì, 28 Ottobre 2026 ChietiGli studenti dell'Istituto Savoia di Chieti sono scesi in piazza4 giorni di manifestazioni autorizzate che culmineranno venerdì con un'iniziativa a cui parteciperanno anche le altre scuoledi Stefania Ortolano Gli studenti e le studentesse dell’istituto tecnico Luigi di Savoia manifestano contro il caro vita e per chiedere maggiori investimenti sulla scuola. Quattro giorni di manifestazioni in piazza Vico che si articoleranno anche in un corteo che giovedì mattina partirà da largo santa Maria per raggiungere piazza Vico e che culmineranno venerdì 30 ottobre con lo sciopero generale e la presenza di altri istituti scolastici cittadini. “Il caro vita e gli aumenti del costo del carburante riguardano tutti noi – ha spiegato il gruppo di studenti questa mattina in piazza - è una stangata che entra direttamente nelle tasche di ogni famiglia, colpita ogni volta che deve fare la spesa, spostarsi per lavoro o andare a scuola. Se il carburante costa troppo, si innesca una reazione a catena che mette a rischio la stabilità di oggi e il benessere delle future generazioni. L'agricoltura è invece la ricchezza più grande che l'Italia possiede: è ciò che ci garantisce il cibo tutti i giorni e quando il gasolio va alle stelle, gli agricoltori spendono più di quanto guadagnano per accendere i trattori, irrigare i campi e raccogliere i prodotti L'aumento della benzina blocca l'agricoltura, i trasporti si fermano, il cibo diventa scarso e carissimo e le famiglie vanno in difficoltà. Un circolo vizioso che danneggia tutti”. Il ‘di Savoia’ sta scioperando anche per questioni legate alle condizioni dell’istituto, che con l’avvio dei lavori nel plesso principale di via D’Aragona da tempo è scorporato su tre sedi tra il colle e lo scalo: una situazione che comporta diversi disagi, come riferiscono gli alunni. “Sosteniamo anche un adeguamento degli stipendi di docenti e personale Ata per contrastare l'inflazione e riallineare le retribuzioni italiane alla media europea e la stabilizzazione del personale con contratti a termine. L'impennata del prezzo di benzina e gasolio - proseguono - incide pesantemente sugli stipendi dei lavoratori della scuola, soprattutto precari e fuori sede, costretti a lunghi spostamenti quotidiani in auto”. Nel corso della mattinata di mercoledì, gli studenti hanno inscenato in piazza un gioco a squadre, nel quale ognuna era chiamata a rispondere alle domande poste al microfono sulle ragioni della protesta, dall’inflazione sul caro carburante o sul costo dei libri, per ottenere dei punti. Per gli studenti teatini aderire allo sciopero significa far sentire la propria voce prima che la situazione diventi irreversibile: “Come comunità scolastica e istituzionale ci teniamo a scioperare per tutelare la nostra risorsa primaria, fermare la speculazione sui carburanti e proteggere il futuro dei giovani”. Pubblicato su Chietitoday
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