Martedì, 27 Ottobre 2026 Abruzzo

Forum H2O, in Abruzzo consumati in un anno 209 ettari di suolo

'Come 300 campi di calcio'. Gli ambientalisti illustrano il rapporto annuale Ispra

n Abruzzo nel 2025 sono andati persi per cementificazione e altre attività antropiche ben 219 ettari di suolo, una superficie pari a 300 campi di calcio regolamentari".

Lo afferma il Forum H2O illustrando i dati del nuovo rapporto dell'Ispra sul consumo di suolo, presentato oggi, e sottolineando che "comuni e regione continuano imperterriti a distruggere una risorsa fondamentale non rinnovabile".

A guidare la classifica dei comuni abruzzesi sono Sulmona e Chieti, ciascuno con ben 16 ettari consumati in un solo anno. Seguono Mosciano Sant'Angelo e Teramo, con otto ettari, L'Aquila con sei, Morro d'Oro, Cepagatti e Manoppello con cinque, Avezzano e San Giovanni Teatino con quattro. Secondo il Forum H2O nel caso di Sulmona "appare evidente il contributo negativo dato dal cantiere della Centrale Snam, che ha un impatto territoriale rilevante". Gli ambientalisti sottolineano inoltre che "il suolo è una risorsa finita, non rinnovabile, in quanto si forma su lassi di tempo di centinaia di anni" e che "l'impatto sul ciclo idrico è devastante, in quanto si perde permeabilità con conseguenze gravissime sul rischio frane e inondazioni".
"Da anni stiamo cercando di porre all'attenzione della comunità il tema del consumo di suolo perché è centrale nella corretta gestione dell'ambiente", afferma Augusto De Sanctis del Forum H2O, secondo cui amministrazioni comunali e Regione continuano ad autorizzare "interventi edilizi e infrastrutturali pesanti".
Gli ambientalisti criticano anche la nuova legge urbanistica regionale, che "è solo una foglia di fico visto che comunque consente di continuare con il consumo di suolo" e citano, tra l'altro, il caso di Pescara, che "ha il 51% di suolo consumato.
Come chiedono i ricercatori dell'Ispra da anni, serve urgentemente un cambio di rotta reale, azzerando le previsioni di Piani regolatori tutti improntati allo sviluppo edilizio indefinito", conclude De Sanctis.