Mercoledì, 30 Settembre 2026 ChietiStudenti e docenti da tutta Europa In Abruzzo per il bip della "d'Annunzio”La seconda edizione dell'iniziativa si è conclusa venerdì scorsoUno dei temi più attuali e discussi del mondo sanitario, l’intelligenza artificiale applicata alla medicina e all’odontoiatria, al centro del programma scientifico che ha riunito in Abruzzo circa 50 studenti e docenti provenienti da cinque università europee per una settimana di formazione internazionale. Si è conclusa venerdì scorso la seconda edizione del BIP – Blended Intensive Programme: Artificial intelligence, Digital dentistry, Medicine and Rehabilitation organizzato dalla professoressa Bruna Sinjari, docente di malattie odontostomatologiche presso il Dipartimento di Tecnologie Innovative in Odontoiatria e Medicina dell’università “G.d’Annunzio” Chieti-Pescara, Le attività didattiche si sono tenute sia da docenti e ricercatori dell’Ud’A che da docenti di università straniere come Australia, Argentina, Portogallo, Romania, Bulgaria e Moldavia. “L’obiettivo – viene spiegato in una nota – non è stato quello di presentare l’AI soltanto attraverso le sue potenzialità, ma di affrontare il tema in maniera critica e multidisciplinare, mettendo in evidenza anche le questioni ancora aperte. Tra gli argomenti affrontati, le opportunità offerte dalle nuove tecnologie nella diagnosi, nella ricerca e nella pratica clinica, ma anche la necessità di una regolamentazione adeguata, la tutela dei dati e della privacy, la responsabilità professionale, l’affidabilità degli strumenti di intelligenza artificiale e il ruolo futuro del professionista sanitario”. Particolare attenzione è stata dedicata anche al rischio di una dipendenza eccessiva dalla tecnologia: “Una delle riflessioni emerse durante gli incontri ha riguardato infatti la possibilità che un uso non consapevole dell’intelligenza artificiale possa determinare, paradossalmente, una regressione di alcune competenze umane e professionali, qualora il processo decisionale venga progressivamente delegato agli strumenti digitali. Una riflessione quindi non soltanto sulle potenzialità dell’AI, ma soprattutto sulla necessità di mantenere l’uomo al centro del processo decisionale e della relazione di cura”. Una settimana non solo scientifica: il BIP, infatti, ha voluto superare il tradizionale modello di formazione universitaria, trasformandosi anche in un’occasione di scambio culturale e conoscenza del territorio. “Abbiamo voluto che questa settimana non fosse soltanto studio – sottolinea la professoressa Bruna Sinjari, coordinatrice e organizzatrice del BIP – ma un’esperienza di condivisione nella quale la conoscenza scientifica potesse incontrare la cultura, il territorio e le relazioni umane. Crediamo che creare connessioni tra studenti e docenti provenienti da Paesi diversi significhi costruire anche le basi per future collaborazioni”. In quest’ottica è stata organizzata quella che la stessa coordinatrice ha definito una “lezione diffusa”, portando la formazione fuori dalle tradizionali aule universitarie. Una delle esperienze più significative si è svolta a Scanno, dove i partecipanti hanno avuto la possibilità di vivere un momento di formazione e condivisione all’interno di una chiesa sconsacrata, in un contesto capace di unire storia, cultura e riflessione. Gli ospiti hanno inoltre potuto conoscere la storia e le tradizioni di Scanno grazie alla guida del signor Pasquale e della signora Maura, messi a disposizione dal Comune, al quale gli organizzatori esprimono un sincero ringraziamento per l’ospitalità e la disponibilità dimostrate. “La vera sfida è riuscire a coniugare innovazione e responsabilità. L’intelligenza artificiale ci offre possibilità straordinarie, ma dobbiamo essere capaci di governarla, comprenderne i limiti e continuare a investire nelle competenze umane. Allo stesso tempo, attraverso iniziative come questa, vogliamo dimostrare che l’internazionalizzazione dell’università può diventare anche uno strumento per far conoscere e valorizzare il nostro territorio”, conclude la nota. |
