Martedì, 29 Settembre 2026 Abruzzo

La rottamazione cartelle esattoriali “Rischia di indebolire la fiducia tra cittadini e Stato”

Critico intervento di Michele Lombardo segretario generale Uil Abruzzo

Uil Abruzzo interviene sulla rottamazione delle cartelle esattoriali che concede la possibilità di accedere alla definizione agevolata per chi ha vecchi debiti relativi a Imu, Tari, Tasi, multee bollo auto. 

“La recente estensione della definizione agevolata, la cosiddetta “rottamazione”, ai debiti verso Regioni ed enti locali riapre un dibattito fondamentale sul futuro del nostro sistema fiscale, dell’equità sociale e della qualità dei servizi pubblici nei territori – dichiara il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo -. L’articolo 10-quinquies del Decreto legge n. 38 del 2026 consente a Regioni e Comuni di applicare la definizione agevolata ai carichi affidati all’Agenzia delle entrate Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. I contribuenti interessati potranno presentare domanda dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026, con pagamenti dilazionabili fino a 54 rate bimestrali. Come Uil Abruzzo e Servizio fiscale Uil nazionale, riteniamo condivisibile l’obiettivo di migliorare la riscossione e recuperare crediti altrimenti inesigibili. Tuttavia, esprimiamo forte preoccupazione per la reiterazione di sanatorie straordinarie che rischiano di indebolire ulteriormente la fiducia tra cittadini e Stato. Infatti, per i lavoratori dipendenti e i pensionati, il prelievo sui redditi avviene direttamente alla fonte. Chi versa regolarmente IMU, TARI, bollo auto o rispetta i piani di rateizzazione ordinari non deve sentirsi penalizzato. Condoni e rottamazioni ricorrenti rischiano di far passare il messaggio errato, che rinfocolare il debito sia più conveniente che adempiere ai propri doveri tributari”.

“La scelta di aderire – continua Lombardo – è lasciata ai singoli enti locali. Questo genera forti sperequazioni: due cittadini con la stessa posizione debitoria riceveranno un trattamento diverso da un Comune all’altro in base alla residenza.  Nei territori geograficamente o economicamente più fragili, anche come diversi enti della nostra regione, la rinuncia alle quote accessorie rischia di tradursi in minori servizi essenziali o nell’aumento delle aliquote per chi già paga. È importante chiarire ai cittadini che per le sanzioni amministrative non tributarie (come le multe stradali), la norma non cancella la sanzione principale, ma solo gli interessi e l’aggio.  Pertanto, riteniamo che parlare genericamente di “rottamazione delle multe” genera illusioni e disinformazione.  Crediamo oggi più che mai, che occorra distinguere la difficoltà economica dall’evasione fiscale “strategica”. Un calo improvviso del reddito, una malattia o una perdita del lavoro richiedono risposte adeguate e concrete.  La tutela delle fragilità economiche deve avvenire tramite strumenti ordinari di flessibilità, come piani di rateizzazione ordinari davvero accessibili e riallineabili in caso di difficoltà documentate. Serve una trasparenza negli oneri di notifica e assistenza garantita anche per chi non ha strumenti digitali. Ma nello stesso tempo occorre trasparenza assoluta da parte degli enti locali sui dati effettivi di recupero e sulle somme rinunciate”.

 “Per la Uil Abruzzo, la vera sfida consiste nel rafforzare la capacità amministrativa ordinaria degli enti territoriali – conclude il segretario -. Occorre Investire in personale stabile e formato, banche dati interoperabili e cooperazione rafforzata tra Comuni, Agenzia delle Entrate e Agente della riscossione. Le eventuali entrate straordinarie recuperate con la definizione agevolata non devono giustificare tagli strutturali o essere usate come risorsa permanente, ma destinate a migliorare i servizi e alleggerire la pressione su TARI e addizionali IRPEF. Il volano più efficace, per noi è: meno tasse sul lavoro dipendente e sulle pensioni, ma insieme contrasto sistematico all’evasione e progressività reale del prelievo.  Servono un’autonomia responsabile e un sistema di perequazione che garantisca i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) a tutti i cittadini, a prescindere dal codice di avviamento postale. Chi si trova in difficoltà va aiutato a pagare, ma chi adempie non può continuare a sostenere da solo il peso di tutti i servizi pubblici”.